Toscana
I vandali del sabato sera distruggono piazza della Vittoria. "Il Tirreno ci aiuti"
I residenti accusano: «Una banda di ragazzini ogni weekend devasta la zona. Le forze dell’ordine non intervengono e questi continuano a spaccare tutto»
LIVORNO. Una tappeto di bottiglie, a volte intere, molte altre volte, invece, rotte di proposito, una strage di cestini di rifiuti, cartacce e avanzi di cibo, ma anche grossi cartoni lasciati in mezzo alle aiuole e ai vialetti.
Ecco come si presenta con disarmante regolarità, ogni domenica mattina, Piazza della Vittoria, o per meglio dire come la chiamano molti livornesi, Piazza Magenta. E i segni dei vandalismi rimangono sulla piazza, segnandola come ferite che spiccano nel verde dell’erba appena ricresciuta e tra i colori delle fioriture primaverili per tutto lunedì, e questo nonostante l’intervento di un volontario, un residente che, di sua iniziativa, si arma di sacchi e buona volontà e raccoglie almeno una partre dei rifiuti lasciati tra le aiuole eil sagarto della chiesa.
Una situazione che ha provocato la reazione dei residenti, specie tra i frequentatori del recinto per la sgambatura dei cani, con ben due persone, le seignore Maria Serra e Maria Clara Falcone che hanno inviato altrettante mail giornale corredandole delle foto scattate lunedì mattina che documentano la raffica di vandalismi e le conseguenze dei comporrtamenti incivili. "Il Tirreno ci aiuti", ci hanno chiesto lunedì mattina mostrandoci le immagini di inciviltà che abbiamo poi pubblicato sul giornale in edicola martedì.
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E bastato infatti andare sul posto per constatare di persona quale sia la situazione, ma parlando con i frequentatori della piazza, si viene anche a sapere chi sono i responsabili: un gruppetto di ragazzini, probabilmente tutti minorenni, che da alcuni mesi, hanno eletto piazza della Vittoria come loro luogo di riunione “trasferendosi” dalla vicina piazza Attias, e che, ogni sabato sera, bivaccano sul lato della piazza che guarda verso l’Attias, e che, incuranti di proteste e reprimende dei residenti, ogni volta lasciano dietro di sé un tappeto di sporcizia e di rifiuti e di arredi urbani distrutti.
Proprio per questo, mentre qualcuno ha chiesto che vengano installate le telecamere, qualcun altro, che ha visto come vanno in realtà le cose, suggerisce che in attesa che arrivi la sorveglianza elettronica ci si potrebbe muovere verso questa banda di vandali. «Sono qui tutti i sabato sera - sottolinea Aldo Romano, colonnello in pensione dei parà che di sua inziativa, ogni mattina dà una ripulita alla piazza - e sarebbe semplice farli smettere: basterebbe che venissero i vigili e andassero da loro, ma evidentemente non c’è la volontà politica di farlo».
E proprio quello dei mancati interventi delle forze dell’ordine in generale viene sottolineato da Falcone e Serra; in particolare la signora Falcone riferisce che, dopo aver visto «Che questi ragazzi avevano scambiato il muro della chiesa per una nave da varare, a giudicare dalle bottiglie che ci tiravano contro, sono andata a ceracre di farli smettere: non solo hanno continuato - sottolinea - ma mi hanno urlato contro, offendendomi e deridendomi».
Così succede che, certe mattine, la zona del bivacco (dall’altra parte, come fa notare Marco Scarpellini, i numerosi cani e gli altrettanto numerosi padroni in qualche modo “fanno la guardia” alla piazza) si trasforma in una trappola dove in molti. e non solo i ragazzini che si divertono giovando a pallone in qualche spiazzo erboso, come nota Sabrina Macera, rischiano di farsi male. «E’ vero - aggiunge Maria Clara Falcone - la scorsa settimana un cane è finito su un coccio di vetro e si è ferito, e il padrone, dopo averlo portato dal veterinario, è tornata in piazza per chiedere come mai ci fossero tutti quei vetri in terra».
E a conferma di quello che accade ormai regolarmente sulla piazza, ecco le parole di Paolo Evangelisti, un giovane amante dei cani (e dei tatuaggi), che sicuramente non può essere considerato un “parruccone”. Paolo, che lavora come operaio in un’officina meccanica, dopo aver raccolto con cura quello che “Dana” la sua cagna ha lasciato sull’erba non si fa pregare a descrivere la situazione: «Tutti sabato sera qui è un delirio, quei ragazzi si piazzano lì, a fianco della chiesa, e poi lasciano tutti i loro rifiuti per terra»
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