Il Tirreno

Livorno

I MESSAGGI DEL MONDO EBRAICO E DELLE ASSOCIAZIONI

ANPI. Toaff «ha conosciuto e testi- moniato le atrocità del '900 e le sue speranze», dice l’associazione degli ex partigiani: «In tutte le occasioni in cui abbiamo avuto modo di incontrarlo,...

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ANPI. Toaff «ha conosciuto e testi- moniato le atrocità del '900 e le sue speranze», dice l’associazione degli ex partigiani: «In tutte le occasioni in cui abbiamo avuto modo di incontrarlo, ricordiamo la sua serena fermezza, l'equilibrio delle sue riflessioni e il loro spessore culturale. Ma soprattutto ricordiamo l'amore per Livorno, accresciuto proprio dalla lontananza, e siamo fieri che abbia voluto trovare proprio qui, tra il mare e le fortezze, il luogo da cui partire per l' ultima volta.

Che questo viaggio ti porti alla pace che hai meritato».

ISTORECO. Elio Toaff affermava in un'intervista di pochi anni fa che «un essere umano è degno di questo nome se si caratterizza per due aspetti, l'attenzione per gli altri e lo studio continuo». Sono i capisaldi su cu Toaff, «ispirato dalla nobile figura del padre», ha impostato la vita, dice Gabriele Cantù, presidente dell'Istituto Storico della Resistenza e della Società Contemporanea (Istoreco). È stato «un fulgido esempio di rettitudine, impegno, abnegazione, anche in momenti storici bui e tragici». E si augura che «l'esempio offerto con la sua vita sia di stimolo per tutti noi, e abbia il giusto seguito anche nelle giovani generazioni».

COMUNITANDO. «Salutatemi il Voltone»: sono le parole che Elio Toaff disse ai livornesi che, in occasione dei suoi 97 anni, lo andarono a salutare a Roma. L'episodio viene ricordato dal blogger Gadi Polacco (Comunitando), che parla dell'anziano rabbino scomparso «con immenso affetto e gratitudine». Per Polacco «scompare con Elio Toaff un maestro di indiscussa importanza, dotato di enorme carisma».

LIBERALI. La Federazione dei Liberali vede in Toaff «la grande capacita' di dialogare, nel rispetto dell'ortodossia che rappresentava, con ogni ambiente della società civile e del dialogo interreligioso».

BENE BERITH KAHN. Per l’associazione ebraica «coraggio, saggezza, forza morale sono stati tra gli elementi» che hanno fatto del rabbino Elio Toaff «un personaggio unico e carismatico. Il suo ricordo sia per benedizione».

LARAS. La figura di Toaff viene ricor- data dal rabbino prof. Giuseppe Laras, che è stato rabbino capo a Livorno e Milano e presidente dell'Assemblea Rabbinica (ora guida il Tribunale Rabbinico Centro-Nord Italia). «Per la sua età e per il suo passato era il simbolo amato e rispettato dell' ebraismo italiano», dice : praticamente «un padre». Ha affrontato momenti difficili «con autorevolezza e con coraggio», condannando «la violenza dei malvagi» e consolando «le vittime innocenti del terrorismo». Il prof. Laras rievoca il livello di Toaff nelle «lezioni di Torah e di comportamento etico, eseguendo con spontaneità e rigore il compito essenziale di un Maestro di Israele». Ma – avverte – «il suo nome rimane, in particolare, strettamente legato al dialogo con la Chiesa Cattolica». Per Laras non esiste modo migliore per ricordare un Maestro di Israele e «mantenere vivo il suo insegnamento – tiene a sottolineare – sia quello, per ciascuno di noi, di studiare Torah» e di animare la «plurimillenaria Tradizione spirituale e morale dell'ebraismo italiano, avvicinandosi sempre più ad essa».

OPERA NOMADI. Il mondo rom e sinti parla di Toaff come di un amico, proclamandolo come «il primo giusto del popolo dei rom/sinti». Il riferimento è a un episodio del ’92: alla fiaccolata di protesta contro un attacco naziskin ai commercianti ebrei, Toaff accolse due ragazzine “Khorakanià” parlando del «comune sacrificio sofferto con i fratelli zingari».

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