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Operaio sul tetto dell’inceneritore

Operaio sul tetto dell’inceneritore

La protesta dell’uomo che lava i mezzi per Aamps: «Con 700 euro non vivo»

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LIVORNO. «Non riesco a comprarmi una casa, a mettere su famiglia come si deve. Arrivare a fine mese è impossibile: con 700 euro al mese non ce la faccio più a vivere con la mia compagna. E le condizioni di lavoro sono difficili e precarie».

Il grido di disperazione di un livornese di 42 anni, Enio Pacini, arriva ieri pomeriggio, verso le 18, dal tetto dell'inceneritore di via dell'Artigianato. L’operaio è salito, in segno di protesta, in cima allo stabilimento simbolo dell’Aamps, dietro al quale si trova l’area lavaggi dove lui presta servizio. Lì è rimasto per quasi due ore in attesa dell’arrivo di un dirigente Aamps con cui confrontarsi nella speranza di risolvere la situazione. L'operaio, appena salito, ha chiesto di parlare col sindaco Filippo Nogarin. Poi ha avvisato un collega, che è subito giunto sul posto in suo supporto. Verso le 19 è arrivata anche la sua compagna Grazia Burielli. Due rappresentanti dei vertici dell’Aamps sono giunti verso le 19.30, quando c’è stato un doppio confronto, al termine del quale il lavoratore ha deciso di scendere. «Mi hanno detto che cercheranno di sistemare la mia situazione e quella dei 4 colleghi che lavorano con me - dice Pacini - Lo spero tanto».

È da fine 2008 che il quarantaduenne lavora per una ditta, l'Agenzia di servizi, che pulisce i mezzi dell'Aamps. Il punto centrale della protesta è il forte peggioramento, lamentato dal lavoratore, della situazione retributiva. «In 4 dobbiamo pulire 45-50 mezzi: non ce la facciamo più. E ogni anno c'è una gara al ribasso. Con queste condizioni di lavoro non riesco a organizzarmi la vita - denuncia il lavoratore - Sono condizioni durissime che non mi permettono di stare sereno. Io ho la mia compagna, la mia vita. Chiedo solo di poter lavorare più serenamente».

Negli ultimi mesi il disagio di Pacini è aumentato in misura esponenziale. Lo sottolinea la compagna Grazia, molto preoccupata per lui: «Nelle ultime settimane il suo malcontento è diventato ingestibile. Ma io lo capisco: a 42 anni non ha una casa, si appoggio a sua madre e a me, che però non lavoro. È dura vivere così. Enio e i suoi colleghi hanno chiesto una tettoia per ripararsi dal sole e dalla pioggia durante il lavoro ma gliela hanno negata. Come strumenti a disposizione hanno una pompetta e una scaletta per salire sui mezzi. Lui si lamenta da tempo, ma negli ultimi tempi le condizioni di lavoro sono peggiorate. In più, essendo part time, non gli danno mutui».

Quando arrivano i due dirigenti Aamps, la situazione si tranquillizza. Pacini parla con un capo sul tetto, poi scende per parlare col superiore. Quindi abbraccia la compagna, che lo aspetta nel piazzale: «Ho parlato con i capi. Spero che riescano a sistemarci: io voglio solo un trattamento migliore».

Lara Loreti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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