Sicurezza
«Commessa pubblica per il call center»
Il governatore Rossi ai lavoratori di Guasticce: «Chiederò un impegno allo Stato, questa è già un’area di crisi»
LIVORNO. «Chiediamo non solo che Seat confermi il suo impegno, ma anche che ci sia un impegno da parte dello Stato per una commessa pubblica. Mi rivolgerò direttamente a palazzo Chigi». Il governatore della Toscana, Enrico Rossi, ha pronunciato queste parole davanti ai lavoratori del call center di Guasticce. Mettendo così sul piatto un’ipotesi, quella della commessa pubblica, che fino a ieri non era mai rimbalzata, almeno non ufficialmente, sui tavoli tra istituzioni e sindacati.
Ieri mattina Rossi ha raggiunto Livorno per l’avvio della campagna elettorale. Prima di presentare il suo programma a simpatizzanti e candidati Pd al Terminal Crociere, ha incontrato una delegazione di metalmeccanici (compresi gli ex Trw) nella sala del consiglio comunale di Collesalvetti, per poi raggiungere il call center di Guasticce.
Qui i lavoratori che rischiano il posto sono 350 (senza contare gli interinali). Qualcuno di loro ha aspettato il governatore con la lettera di licenziamento in mano. Sulla porta di ingresso, accanto al badge, un piccolo cartello con il countdown verso la chiusura annunciata da People Care per il 31 maggio: “-43, muoviamoci, guai a mollare”. «Allo Stato non costerebbe meno garantire che le commesse e quindi il lavoro restino in Italia piuttosto che trovarsi a pagare gli ammortizzatori sociali a chi resta a casa», dice una delle lavoratrici al presidente. E lui, accompagnato dal sindaco colligiano Lorenzo Bacci, ripete: «Intanto andrò a chiedere al governo che si impegni a trovare una commessa pubblica, considerando anche che per Livorno si parla di area di crisi. Vi darò una risposta sull’esito del mio impegno».
«È una novità importante e un impegno molto serio – commenta Filippo Bellandi, Rsu Call center Cgil – Ci aspettiamo che se ha detto queste parole davanti ai lavoratori con in mano la lettera di licenziamento abbia qualcosa in mente». «Le regole per l’appalto delle commesse pubbliche – evidenzia poi il sindacalista – potrebbero complicare tutto, ma esistono anche società partecipate dal pubblico».
Con People Care la partita è chiusa, ma Seat ha dato la disponibilità a prorogare la commessa oltre i sei mesi proposti inizialmente. Il ministero ha avviato un “sondaggio” tra i partner del settore. L’obiettivo è trovare un nuovo gestore, ma serve qualcosa di più di una monocommittenza. Ed è già corsa contro il tempo. «Abbiamo apprezzato – conclude Bellandi – che il governatore sia venuto dire qualcosa di concreto. Ma ora chiederemo un riscontro alle parole. Lo dico come sindacalista e come lavoratore. Ci aspettiamo che almeno ci metta tutta la sua energia per arrivare a quel risultato. Sarebbe importante per noi e per la città».
Juna Goti
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