Gioco
Addio al rabbino Toaff: omaggio alle 18 dalla sinagoga, poi i funerali. Proclamato il lutto cittadino
Tra i numerosi messaggi di cordoglio anche quello del sindaco Nogarin e del vescovo Giusti
LIVORNO. E' fissato per lunedì 20 aprile alle 18 davanti alla sinagoga di Livorno, in piazza Benamozegh, l'omaggio a Elio Toaff da parte della sua cittànatale. Poi i funerali al cimitero ebraico.La Giunta Comunale riunitasi luned mattina ha deliberato la proclamazione del lutto cittadino quale manifestazione di partecipazione dell’intera città al cordoglio per sua scomparsa in considerazione dell'” l’impegno profuso nel corso della sua intera vita non solo negli ambiti religiosi ma anche sui grandi temi che investono la società civile, in uno spirito di fratellanza fra i popoli, fra le civiltà e le religioni con un “animus” sempre volto a ricercare gli elementi che uniscono anziché quelli che dividono; atteso che la città di Livorno, animata da questi sentimenti, già ebbe a riconoscerne l’assoluto prestigio con il conferimento della Livornina d’oro, massima onorificenza della città”.
Il lutto cittadino sarà espresso attraverso l’esposizione immediata a mezz’asta della bandiera cittadina per l’intera giornata; la proposta alle Organizzazioni rappresentative degli esercizi commerciali di un minuto di chiusura degli esercizi pubblici e dei locali di spettacolo in concomitanza con l’inizio della cerimonia funebre; la sospensione di tutte le attività pubbliche ludico-ricreative organizzate dall’Amministrazione Comunale; la partecipazione del Gonfalone della città listato a lutto alla cerimonia funebre.
Elio Toaff era nato a Livorno il 30 aprile 1915 e dunque a fine mese prossimo avrebbe compiuto 100 anni. E' stato una figura fondamentale dell'ebraismo italiano del Dopoguerra. Nel 2002 l'Amministrazione Comunale gli aveva conferito la “Livornina d'Oro”, mentre nel 2011 gli era stato conferito a Palazzo Comunale il “Premio Capperuccio” da parte del Lions Club Porto Mediceo; entrambe le cerimonie rendono omaggio a persone che con il loro agire abbiano portato lustro al nome della città.
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SINDACO. Queste le parole di cordoglio del sindaco Filippo Nogarin “Con Elio Toaff se ne va uno dei giganti della nostra storia, uno dei figli più autorevoli della nostra Livorno; tra pochi giorni avrebbe compiuto 100 anni..Dopo aver vissuto sulla sua pelle la follia delle Leggi Razziali e dell’ideologia nazifascista, ed aver rischiato la fucilazione, abbracciò la causa partigiana testimoniando personalmente l’immane tragedia dell’eccidio di Sant’Anna di Stazzema.Protagonista assoluto del dialogo interreligioso, come Rabbino Capo di Roma accolse Giovanni Paolo II nel 1986 nella Sinagoga; una pagina storica nata idealmente nella nostra città, con la forte amicizia che lo ha sempre legato al vescovo Ablondi e al Presidente Emerito Carlo Azeglio Ciampi.Ambasciatore nel mondo della livornesità con quell’accento e quello spirito labronico che conservava orgogliosamente, dando grande lustro alle sue origini con le quali ha sempre mantenuto un forte legame; nel 2002 l’Amministrazione Comunale ha tributato un doveroso omaggio con il conferimento della Livornina d’Oro.
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Oggi la sua Livorno gli tributerà l’ultimo saluto.Pur non avendo avuto l’onore di conoscerlo personalmente oggi, da Sindaco, lo saluterò con vera emozione rendendomi interprete dei sentimenti di cordoglio e vicinanza di tutta la comunità livornese.La sua vita è stata per me, per tutti un dono; il solo modo di per rendergli omaggio è continuare a praticare quello che lui ha cercato di insegnare nel corso di tutta la sua vita”.
VESCOVO. Anche il vescovo Simone Giusti ricorda Toaff: "La Chiesa di Livorno deve molto al rabbino Toaff per il cammino che hanno potuto compiere insieme, significato dalla lunga amicizia con monsignor Alberto Ablondi”. E’ questo un passaggio della lettera che il vescovo Simone Giusti ha inviato alla comunità ebraica, “innalzando all’Onnipotente una fervida preghiera poer il nsotro fratello Elio Toaff”. Lo fa segnalando che “l’amicizia fra il rabbino Toaff e il vescovo Ablondi è il simbolo di come siano mutati e divenuti fraterni, cordiali e profondi i rapporti tra la comunità cattolica e la comunità ebraica di Livorno”.
BLOG COMUNITANDO. "Salutatemi il Voltone": sono le parole che Elio Toaff disse ai livornesi che, in occasione dei suoi 97 anni, lo andarono a salutare a Roma. L’episodio viene ricordato dal blogger Gadi Polacco (Comunitando), che parla dell’anziano rabbino scomparso “con immenso affetto e gratitudine”. Per Polacco “scompare con Elio Toaff un maestro di indiscussa importanza, dotato di enorme carisma”. Il blogger di “Comunitando” ricorda che alla laurea rabbinica conseguita a Livorno fece seguito l'impegno rabbinico che, “iniziato ad Ancona, lo portò a Venezia e poi a Roma, città nella quale ebbe modo di esprimere in pieno le sue enormi capacità, da vero e proprio naturale leader”. Oltre alla Livornina d’oro conferitagli dalla sua Livorno, Polacco ricorda, fra i fotogrammi della lunga storia di Toaff, il fatto che ha attraversato “con coraggio e grande forza gli orrori del periodo nazifascista” e che, da uomo del dialogo, è stato “capace di agire con saggezza e autorevolezza anche nei più delicati frangenti”.
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ASSOCIAZIONE BENE BERITH ISIDORO KAHN. “La notizia della scomparsa del rabbino prof. Elio Toaff ci addolora e ci rattrista”. Così dice l’associazione ebraica segnalando che “coraggio, saggezza, forza morale sono stati tra gli elementi che ne hanno fatto un personaggio unico e carismatico. Il suo ricordo sia per benedizione”.
PRESIDENTE DELLA PROVINCIA. “Con Elio Toaff se ne va una delle grandi figure di livornesi che hanno fatto la storia della città e dell’ebraismo italiano”. Esordisce così il presidente della Provincia, Alessandro Franchi, annunciando che parteciperà alle esequie con il gonfalone di Palazzo Granducale. Nel telegramma inviato alla comunità ebraica – a “nome del consiglio e di tutta la comunità provinciale” - per ricordare l’ex rabbino come “partigiano attivo nella Resistenza” e “un uomo di profonda spiritualità e cultura, vissute sempre all’insegna dell’apertura e del dialogo con le altre religioni”.
CONSIGLIO COMUNALE. La presidente del consiglio comunale Giovanna Cepparello si fa voce di tutta l’assemblea civica per esprimere “il mio sentito cordoglio” per la morte del rabbino Elio Toaff. “Rimarranno, importanti e durature, - afferma - la sua testimonianza di profonda spiritualità e la sua attività per la promozione del dialogo interreligioso. E resteranno anche il suo impegno civico, la sua caparbia volontà di coltivare la memoria storica”.
ISTORECO. Elio Toaff affermava in un'intervista di pochi anni fa che “un essere umano è degno di questo nome se si caratterizza per due aspetti, l'attenzione per gli altri e lo studio continuo”. Lo ricorda Gabriele Cantù, presidente dell’Istituto Storico della Resistenza e della Società Contemporanea nella provincia di Livorno (Istoreco). “Ispirato dalla nobile figura del padre, crediamo davvero – afferma - che il rabbino Toaff abbia impostato la sua esistenza proprio su questi due capisaldi. Nel messaggio di cordoglio inviato al presidente della comunità ebraica labronica, Vittorio Mosseri, l’Istoreco ricorda con commozione la figura di Toaff “tanto legata alla nostra città, è stata davvero un fulgido esempio di rettitudine, impegno, abnegazione, anche in momenti storici bui e tragici”. E si augura che “l'esempio offerto con la sua vita sia di stimolo per tutti noi, e abbia il giusto seguito anche nelle giovani generazioni”.
PD. Con la scomparsa di Toaff, Livorno “non perde solo la figura più importante della cultura ebraica, perde un grande uomo”. Lo dice il Pd, mettendo in rilievo che “ha dedicato l'intera esistenza al dialogo e alla costruzione di un mondo migliore dove fedi ed ideali diversi potessero vivere insieme pacificamente”. È stato “un punto di riferimento non solo per il mondo ebraico ma per tutta la comunità livornese”, insegnandoci che “la storia si costruisce soprattutto con chi è diverso”. Per i “dem” livornesi è stato “una grande guida spirituale e un grande livornese” che ha saputo “far convivere i valori dell'ebraismo con quelli della civiltà moderna”.
SEL. Toaff è stato “un grande protagonista di un secolo di storia”, uno dei “nostri più importanti concittadini che Livorno ha avuto”: la federazione di Sel e il circolo Franca Rossi ne apprezzano l’ “operato per la promozione del dialogo interreligioso e la sua attività di partigiano nella Resistenza contro il nazifascismo”.
LIBERALI. La Federazione dei Liberali si unisce al cordoglio sottolineando che Elio Toaff era "dotato di grande carisma, unito ad acuta intelligenza che traspariva anche dalla sua fine ironia d'impronta labronica": ha avuto - viene ribadito - "la grande capacita' di dialogare, nel rispetto dell'ortodossia che rappresentava, con ogni ambiente della societa' civile e del dialogo interreligioso".
CITTA’ DIVERSA. Marco Cannito, leader di Città Diversa, e Dario Petrucci inviano ai parenti e alla Comunità ebraica “sentite condoglianze”: Elio Toaff è stato “un grande protagonista di un secolo di storia non solo nazionale”. Da loro parte un invito alle istituzioni cittadine: “Livorno pensi sin da ora ad iniziative che rendano onore a lui e il Comune organizzi la valorizzazione di quanto ha rappresentato”.
FORZA ITALIA. "Grande rabbino, uomo straordinario, autorevole e di grande umanità": così Elisa Amato, capogruppo forzista a Palazzo Civico, ricorda Toaff come "la figura più importante dell'ebraismo italiano ma anche della vita sociale della nazione". E aggiunge: "Con il suo costante impegno, ha inciso profondamente nel dialogo tra ebrei e cristiani fin dai tempi della sua vicinanza a Giovanni XXIII".
BUONGIORNO LIVORNO. "Coraggioso partigiano, testimone degli orrori di Sant’Anna di Stazzema, grande padre spirituale dell'ebraismo, sempre aperto alla modernità". E' così che il direttivo di Buongiorno Livorno descrive Toaff parlando di "un tessitore che, con mani umili, ha contribuito a costruire la trama del dialogo e dell’ascolto, tra diverse religioni, tra atei e credenti, tra esseri umani". Per ricordarlo ne citano una dichiarazione che illumina il suo pensiero: "Tutte le fedi tendono alla pace. Questo è il loro fondamento, che non può venir intaccato da singoli episodi. Anche di fronte alla guerra non si può dimenticarsene".
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