Italia
Lungomare blindato per l’eurodeputato
LIVORNO. L’apice della tensione l’ha creata un ragazzone con la felpa bianca a cui gli agenti hanno impedito di passare davanti all’hotel Granduca dove era da poco arrivato l’eurodeputato leghista...
LIVORNO. L’apice della tensione l’ha creata un ragazzone con la felpa bianca a cui gli agenti hanno impedito di passare davanti all’hotel Granduca dove era da poco arrivato l’eurodeputato leghista Mario Borghezio. «Torna a casa razzista, nelle città rosse non ci dovete venire», ha urlato allontanandosi verso i Quattro Mori. Nulla in confronto a quanto avvenuto nel 2006 quando il comizio dell’allora deputato leghista si trasformò in una guerriglia urbana.
È soprattutto in ricordo di quegli eventi che ieri il ritorno a Livorno di Borghezio, per di più nel giorno della manifestazione dei lavoratori per le strade della città, ha convinto il questore a blindare la zona intorno all’hotel Granduca, la location di riserva scelta dalla Lega nord dopo la retromarcia del bar Dolly in seguito agli attacchi arrivati su Facebook al proprietario del locale.
Oltre cento gli agenti, tra i quali anche i poliziotti del reparto celere, schierati sul lungomare a protezione dell’eurodeputato. Il timore, poi tramontato con il passare delle ore, era quello di un blitz da parte della frangia più estrema degli antogonisti che invece hanno ignorato l’evento. Una paura, in ogni caso fondato, visto il dispiegamento di forze dell’ordine e il comportamento dei residenti intorno al Granduca. Molti di loro, infatti, venuti a conoscenza dell’incontro con l’esponente leghista e del rischio tensioni, hanno preferito togliere le macchine dai parcheggi e trovare un posto più distante da quello che poteva essere il teatro di uno scontro che per fortuna non è avvenuto. (f.l.)
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