Italia
«Lavoro, salario e diritti» Mille bandiere rosse in corteo
La protesta contro la disoccupazione tra slogan, fumogeni e la contestazione alla politica Maxi striscione contro il governatore Enrico Rossi: la smetta con gli spot a fini elettorali
LIVORNO. Contro la disoccupazione, il precariato, gli appalti al ribasso che danneggiano le condizioni di lavoro e penalizzano i salari. A favore degli investimenti pubblici a sostegno delle esigenze dei lavoratori, dell'introduzione di vincoli per il mantenimento dell'occupazione e di stipendi dignitosi.
Per questi e altri motivi oltre mille persone con in mano altrettante bandiere rosse sono scese in piazza ieri pomeriggio, prendendo parte al maxi corteo cittadino organizzato dal Coordinamento lavoratori e lavoratrici livornesi: da piazza Magenta i manifestanti hanno sfilato per le vie del centro fino alla conclusione in piazza Cavallotti, dove numerosi partecipanti hanno preso la parola al microfono portando una testimonianza diretta della propria esperienza lavorativa e delle vertenze di cui fanno parte. La protesta si è rivelata pacifica ma determinata, come annunciato dagli organizzatori alla vigilia.
La manifestazione indetta per non far calare l'attenzione sulle tante situazioni di crisi occupazionale si è svolta senza alcuna interferenza con ciò che stava accedendo a poche centinaia di metri di distanza, precisamente all'Hotel Granduca, dove Mario Borghezio stava tenendo il suo comizio. L'europarlamentare leghista è stato definito dai rappresentanti del Coordinamento un «provocatore fascista», e il corteo ha risposto intonando a gran voce "Bandiera rossa".
Poi l'iniziativa si è concentrata sui temi riportati a caratteri cubitali sullo striscione esposto in testa al gruppo: «La nostra vertenza Livorno: lavoro, salario, diritti».
In mezzo al corteo sventolavano decine di bandiere rosse, senza però alcun simbolo politico. C'erano moltissimi striscioni delle varie realtà lavorative (da People Care a Ctt Nord, dai lavoratori delle pubbliche amministrazioni a quelli del porto), ma nessuna bandiera che riconducesse a un determinato sindacato o partito.
Perché, come hanno ricordato gli organizzatori dell'evento, «ora è necessaria l'unità oltre qualsiasi colore». Un segnale comunque significativo è arrivato dalla presenza lungo il corteo della vicesindaco Stella Sorgente, della presidente del consiglio comunale Giovanna Cepparello, dell'assessore al lavoro Francesca Martini e di alcuni consiglieri del Movimento 5 Stelle e di Buongiorno Livorno.
La protesta si è mossa da piazza Magenta, raggiungendo la massima partecipazione tra via Ricasoli, piazza Cavour e piazza Grande, dove si contavano oltre mille persone. Facce provate, sguardi arrabbiati, delusi, ma non rassegnati. Ci sono, a pochi passi di distanza l’uno dall’altro la signora che sfiora i 60 anni e il giovane neolaureato, il meccanico in cassaintegrazione e il quarantenne a tempo determinato.
Come già accaduto in occasione dell'iniziativa del novembre scorso, anche ieri i commercianti del centro hanno esposto cartelli di «Solidarietà ai lavoratori e alle lavoratrici in lotta» e hanno abbassato le saracinesche al passaggio dei manifestanti che procedevano intonando cori come «Livorno non si piega» e «Se colpiscono uno colpiscono tutti».
Nei vari interventi al microfono è stato sottolineato come la "crisi sociale" sia molto più vicina rispetto alle soluzioni proposte dall’accordo di programma, che per quanto utile non risolve le attuali, drammatiche condizioni di centinaia di persone. Le stesse centinaia che a partire dai prossimi mesi vedranno azzerarsi i contributi della cassa integrazione e si troveranno a casa entro la fine dell’anno senza un minimo di sostentamento.
L'evento si è chiuso con gli interventi in piazza Cavallotti. Qui non sono mancate critiche ai sindacati e soprattutto a Enrico Rossi. Al presidente della Regione è stato riservato anche un duro striscione che lo accusa di «speculare sulla disperazione» («Basta spot elettorali»).
Almeno sulla carta, però, in occasione dell'iniziativa di stamani che vedrà il governatore a Livorno, non dovrebbero esserci contestazioni organizzate: «A Rossi - spiegano i membri del Coordinamento - sarà riservato lo stesso trattamento di Borghezio: un atteggiamento di totale disinteresse».
Prima di sciogliere il corteo, gli organizzatori hanno invitato tutti i presenti a partecipare al tavolo permanente che si riunirà ogni giovedì, a partire dalle ore 15, al gazebo della ex Trw davanti al Comune, luogo diventato simbolo di tutte le vertenze.
@carlinigiorgio
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