Il Tirreno

Livorno

Insulti al sindaco nel Borghezio show tra pochi intimi

di Cristiana Grasso ; di Cristiana Grasso ; di Cristiana Grasso

Il comizio al Granduca super protetto dalla polizia Attacco a Nogarin: «Non ci ha difeso dalle intimidazioni»

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LIVORNO. Il pomeriggio dell’orgoglio leghista e del Borghezio show comincia con un “Nogarin è un verme”che l’europarlamentare quasi grida ai microfoni dei giornalisti, prosegue con una sorta di riunione tra una ventina di aficionados nella saletta al seminterrato dell’hotel Granduca, finisce a tarallucci, salatini e vino. E con Mario Borghezio cravattato in verde che prima di salire in auto saluta il maxi schieramento mobilitato per l’occasione, “grazie poliziotti, grazie poliziotti, viva la libertà, viva la democrazia”. Pericolo – di contestazioni e di un remake degli scontri che scatenò il suo comizio nel 2006 – scampato ma certo cavalcato con abilità dal veterano leghista.

«Abbiamo subito delle intimidazioni di stampo mafioso, i proprietari del bar Dolly sono stati costretti ad annullare la mia conferenza per la quale avevamo già pagato la caparra per le minacce che hanno ricevuto. E il sindaco Nogarin non ha condannato queste intimidazioni, anzi, dice che io sono venuto a provocare. Appunto, è un verme...». Le signore (la maggioranza) e i signori che si accalcano nella stanza messa a disposizione dall’hotel Granduca («non mi sono tirato indietro - dice il proprietario - perché credo che ciascuno abbia diritto di esprimere le proprie idee, noi accogliamo tutti») pendono dalle labbra di Mario l’urlatore, applaudono, assentono con la testa e con tanti “bravo, bravo”.

L’attore Pietro Fornaciari gli stringe la mano. Accanto a lui ci sono Alessandro Scipioni, commissario provinciale della Lega, Armando Manocchia direttore di Imola Oggi, quotidiamo online decisamente schierato e Monica Gronchi commissario cittadino. Un’ora e poco più per parlare di tutto lo scibile leghista, immigrazione e corruzione, «una nuova Lega che non è di destra né di sinistra e che sconfiggerà la mafia che ci governa». Molto si parla anche di Livorno. «I livornesi devono ricordarsi - dice Borghezio - che la Lega è l’unica che difende il lavoro, che è contro la legge Fornero. Chi ha governato questa città l’ha fatta precipitare nella merda...».

Ma anche chi la governa ora non è che si salvi dagli strali borgheziani. «Ma che sindaco è uno che non ha il coraggio di difendere il diritto di parola, la democrazia...» e torna fuori la faccenda del bar Dolly che avrebbe dovuto essere la sede del comizio. «Noi - spiega Scipioni - avevamo già dato la caparra, dieci giorni fa, sapevano bene di cosa si trattava, hanno avuto paura quando sono stati vioentemente attaccati su facebook, li capiamo, uno deve tutelare il proprio lavoro. Quello che ci addolora è che in questa città non ci sia libertà di parola. Provocatori noi? Se non dire quello che piace a Nogarin è provocazione allora sì, siamo provocatori...».

Del resto la linea sembra essere la ricerca del consenso trasversale, si spende a piene mani l’immagine piaciona di Salvini e persino Borghezio, l’anima più radicale della Lega, alterna celodurismo a larghe intese. «Ci sono tanti che hanno sempre votato Pd ma che in privato cominciano a dire di essere d’accordo con noi, capiscono che noi siamo sì per l’integrazione, ma fatta bene, senza farla pagare agli italiani. Del resto le città dove l’integrazione è più riuscita hanno sindaci leghisti».

Pd vota anche la signora Antonella, titolare di un bar vicino, che allo staff di Borghezio entrato nel suo locale per prendere un caffè ha espresso la sua solidarietà: «Io non la penso come voi, voto Pd, ma in democrazia devono poter parlare tutti. Non è giusto quello che è accaduto contro il Dolly». L’europedutato la vuole ringraziare, insiste per andare nel suio bar ma la sicurezza pone il veto. Sarà la signora Antonella, “prelevata” dagli organizzatori del comizio, a venire al Granduca.

Una stretta di mano, lei un po’ imbarazzata, Borghezio tutto nei suoi cenci: «Questa è democrazia, questa è intelligenza. Io rispetto chi mi rispetta, comunque la pensi. Questo sono io, questa è la Grande Lega, una grande forza democratica che non si fa intimidire».

@crigrasso

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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