Gioco
Maxi-gru per i silos Sulle banchine il polo dei cereali
Investimento da sei milioni di euro su un’area di 22.000 mq Grandi (Gabeca): agroalimentare sempre più rilevante per noi
LIVORNO. L'immagine-simbolo dell'accordo con cui l'Authority ha dato in concessione per vent'anni alla società Silos e Magazzini del Tirreno un'area di 22.000 metri quadrati non è la firma con le stilografiche bensì qualcos'altro: la complessa operazione con cui ieri mattina all'accosto 41, nella zona della Darsena Pisa, la nave Amoenitas ha sbarcato la maxi-gru semovente tedesca Gottwald da 80 tonnellate con una benna di 20 metri cubi.
Era arrivata nella rada del porto nel cuore della notte, ha attraccato all'alba e poco dopo pranzo è stata posizionata definitivamente a terra. Lì accanto alle strutture aziendali già esistenti: una batteria di silos per lo stoccaggio cereali, più di una quarantina di tutto (25 dei quali grandi, alti in media 55 metri) in grado di accogliere 35.000 tonnellate di grano più un magazzino piano di 2.600 metri quadri con una capacità di stoccaggio di 15.000 tonnellate. Proprio di fronte alla banchina dove possono ormeggiare navi lunghe fino a 190 metri con un carico di 30.000 tonnellate di merce.
«Ai curiosi è sembrato di stare sul set di una di quelle trasmissioni televisive che raccontano di trasporti eccezionali, con manufatti giganteschi mossi con la delicatezza di cigni di cristallo sulle strade del mondo: non ci si trovava però negli Stati Uniti o in Cina, bensì a Livorno»: così dal quartier generale dell'azienda raccontano le operazioni di consegna di «uno dei pezzi più importanti del nuovo progetto che porterà nuova occupazione e ricchezza al territorio».
La società, per ottenere le aree, ha messo in calendario investimenti per «circa 6 milioni di euro» con «ricadute significative anche sul fronte occupazionale». Quasi un milione e mezzo se n'è andata per la nuova gru da collegare a «una tramoggia di nuova tecnologia» per velocizzare le operazioni portuali in modo da liberare più rapidamente la banchina («in due turni di lavoro è possibile svuotare una nave da 4mila tonnellate circa»). Tre milioni di euro sono investiti nel nuovo magazzino da 3.000 metri quadri per stoccare cereali e altre merci. Poco meno di mezzo milione riguarda infine impianti di trasporto di ultima generazione e attrezzature che automatizzano il flusso delle merci dopo lo sbarco.
La Silos e Magazzini del Tirreno fa parte del gruppo bresciano-toscano Gabeca ed è diretta da Rino Russo: fin dagli anni '90 è al lavoro per sbarcare e imbarcare navi o stoccare nei propri silos tonnellate di cereali, di legumi, di farine e di pellet di legno. Gabeca ha il proprio quartier generale a Calcinato (Brescia) e opera su tre versanti: in primis – spiegano fonti aziendali – in campo agroalimentare con la Grandi Riso Spa (quarto produttore in Italia, con sede a Codigoro di Ferrara), l'Acqua Paradiso (sede a Pocenia-Udine, recentemente affidata agli emiliani di Tedesco) e la Silos e magazzini del Tirreno Spa (attività di carico-scarico navi e stoccaggio di cereali nel porto di Livorno). Gli altri settori sono l'ecologia (con la Gedit di Montichiari e la Gelab, società di analisi e ricerca scientifica) e l'immobiliare (però sempre meno strategica tra le attività del gruppo).
Rino Russo, direttore della Silos e Magazzini, sottolinea che gli investimenti mirano a «migliorare la nostra efficienza e fornire un servizio ancora più dinamico ai nostri clienti, che già sono alcune delle realtà più importanti d'Italia: penso a Barilla, ma anche a Casillo di Bari e alla Grandi molini italiani». E aggiunge: «Siamo orgogliosi di portare lavoro e ricchezza al territorio labronico anche in un momento di generale difficoltà per il Paese e le famiglie».
Per Daniela Grandi, presidente del gruppo Gabeca, l'accordo ventennale riguardante il porto di Livorno è «un ulteriore passaggio nella ridefinizione delle strategie del gruppo: con l'agroalimentare che sta assumendo un'importanza sempre maggiore».
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