Il Tirreno

Livorno

contestato il piano del governo sulla portualitÀ

Filt Cgil: altolà alla bozza «Attacco ai lavoratori»

LIVORNO. Al comitato degli iscritti Filt-Cgil del porto non vanno per niente giù gli indirizzi contenuti nella «bozza del piano della logistica» relativamente al lavoro portuale: sono «l'emblema...

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LIVORNO. Al comitato degli iscritti Filt-Cgil del porto non vanno per niente giù gli indirizzi contenuti nella «bozza del piano della logistica» relativamente al lavoro portuale: sono «l'emblema della politica liberista e liberticida del governo Renzi in continuità con il Jobs Act».

Nel documento finale si punta il dito contro «la cancellazione del sistema di regole»: pur «con alcune pesanti lacune», ha «comunque garantito una tenuta sociale in tempi di crisi» e ha permesso ai porti di avere «lo sviluppo conosciuto dal 1984 a oggi». Nel mirino soprattutto tre aspetti: 1) l' «attacco alla contrattazione nazionale»; 2) la cancellazione dell'articolo 17 (con «conseguente apertura all'appalto selvaggio e il depotenziamento del sistema di governance delle Autorità Portuali»); 3) l'eliminazione dei rappresentanti dei lavoratori all'interno dei comitati portuali.

C'è bisogno di «un cambio di marcia per i porti italiani» con una «governance a livello nazionale» per evitare «il proliferare di progettualità senza senso, con spreco di risorse pubbliche e con dubbi ritorni in termini di valore aggiunto»: sono queste le cose che interessano gli iscritti Cgil, oltre a regole più stringenti sugli appalti e rafforzamento delle imprese ex art. 17 come bacino di lavoratori professionalizzati.

Il documento è in linea con la scelta di portualità e logistica come chiave per mettere in moto la centralità delle banchine come «fulcro dello sviluppo» nel segno dell'accordo di programma («che condividiamo»). Ben vengano gli impegni delle istituzioni, ma serve che gli investimenti pubblici annunciati («auspicando di vederne presto i risultati») non diventino «appannaggio esclusivo dei privati con la precarizzazione del lavoro portuale». Stop a «logiche di abbattimento dei diritti e delle tutele», dicono gli iscritti Filt Cgil: anche perché talvolta si tentano attacchi con «l'utilizzo al limite dell'intimidazione degli strumenti disciplinari previsti dalla contrattazione nazionale».

I rappresentanti Filt Cgil impegnano le segreterie regionale e provinciale a chiedere un incontro con il governatore, il presidente della Provincia e il sindaco. Con un obiettivo: condividere l'altolà «alle logiche ultraliberiste presenti nella bozza» perché lo sviluppo dei porti non può «passare dal rendere il lavoro precario e insicuro». Gli investimenti pubblici – si aggiunge – devono avere un ritorno «sopratutto dal punto di vista del cittadino/lavoratore» senza «esclusivamente ingrossare le tasche delle società logistiche e armatoriali».

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