Gioco
Caritas: aumentano le nuove povertà
Il 44% di chi bussa ai centri diocesani non l’aveva mai fatto prima. Il problema si allarga: non più solo immigrati e clochard
LIVORNO. Le condizioni di vita delle famiglie a Livorno peggiorano progressivamente: soprattutto su fronti caldi del disagio come la casa e il lavoro. Non solo: le segnalazioni di precarietà di vita non sono più circoscrivibili a immigrati o clochard, le nuove povertà fanno scivolare nel burrone sociale tanti “normali” cittadini livornesi, che di punto in bianco si ritrovano a fare i conti con il rischio emarginazione.
È quanto emerge dal rapporto dell'Osservatorio diocesano Caritas con l'obiettivo di fotografare la situazione sociale della città, partendo dalle attività e dai servizi offerti dalla Caritas nel 2014. La presentazione del lavoro è stata affidata a Enrico Sassano, direttore ufficio per la pastorale, da Raffaella Spiezio, presidente della fondazione Caritas Onlus, mentre l'illustrazione dei dati è stata fatta da Anna Banchi, che si occupa dell'Osservatorio Povertà e Risorse.
«Il report mette nero su bianco ciò che la Caritas incontra quotidianamente», dice Banchi: i dati sono quelli rilevati dalla rete dell’organizzazione ecclesiale Caritas: circa 2000 – riferisce – le persone che la Caritas ha incontrato nel 2014: quasi la metà (44%) non avevano mai bussato alla Caritas.
«È un chiaro segnale di come gli effetti della crisi siano in progressivo aumento: la precarietà abitativa e quella occupazionale sono i due cardini in cui si concentrano le preoccupazioni delle persone a Livorno. Il tasso della presenza italiana, rispetto gli scorsi anni, è in aumento: è il 4% in più rispetto al passato. La povertà sta intaccando la sicurezza delle famiglie che fino a qualche anno fa ne rimanevano escluse».
Il fenomeno di povertà riguarda sempre più i giovani e chi è in età lavorativa: l'80% delle persone incontrate hanno meno di 56 anni. E i problemi riguardano principalmente (59,4%) il lavoro, seguono i guai su casa e immigrazione.
Sul fronte dell’emergenza casa va detto che la metà delle persone sono in situazione di affitto: le criticità riguardano soprattutto come fare a trovare i soldi per pagare l'affitto. Non basta: il bisogno alimentare – aggiunge la responsabile – è in aumento a Livorno, specie negli ultimi anni. I dati dell'affluenza alle mense sociali registrano «un raddoppio nella distribuzione dei pasti».
«Ha un peso rilevante quel che noi facciamo per la città – dice suor Raffaella – tuttavia la Caritas non può e non vuole sostituirsi alle istituzioni. Da sola Caritas non può risolvere i problemi, non è possibile delegare tutto ai volontari. Sarebbe bello se l'osservatorio Povertà e Risorse venisse abbracciato anche dal Comune: una condivisione che permetterebbe una osservazione più ampia, come base di scelte politiche e differenziazione dei servizi».
Il taglio delle social card ha dirottato le persone verso i servizi Caritas? «Abbiamo registrato un incremento delle persone al centro d'ascolto per famiglie di via Donnini – ha risposto suor Raffaella – e probabilmente continueremo a registrare aumenti».
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