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Borghezio nel suo comizio all'hotel Granduca: "Nogarin è un verme"
Un centinaio di agenti hanno presidiato la zona del porto Mediceo durante il comizio con l'europarlamentare leghista ma il tanto temuto incontro con il corteo dei lavoratori non c'è stato
LIVORNO. "Il sindaco di Livorno che non ha condannato le intimidazioni subite dai titolari del bar Dolly che doveva ospitare la nostra conferenza non è un uomo di libertà: è un verme". Lo ha affermato l'europarlamentare della Lega Nord, Mario Borghezio, attaccando il primo cittadino livornese Filippo Nogarin, colpevole secondo lui di non avere pubblicamente condannato le minacce di ritorsioni subite dal titolare del bar che lo hanno convinto a ritirare la disponibilità a offrire la sala ai leghisti. L'iniziativa di Borghezio si è svolta all'Hotel Granduca, vicino al porto Mediceo e l'intera zona è stata sorvegliata da un centinaio di agenti. L'incontro si è svolto senza alcun problema di ordine pubblico: l'unico segnale di tensione lo hanno dato alcuni residenti delle strade limitrofe che hanno tolto le auto parcheggiate in zone per paura di danni.
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Nogarin ieri sulla sua pagina Facebook aveva duramente criticato l'eurodeputato leghista: "Da sindaco di Livorno non accetto che un borghezio qualunque si possa permettere di offendere una città, la sua gente, la sua cultura, la sua storia. Chi semina odio e pregiudizio merita di essere isolato, ignorato".
Intorno alle 18, l'europarlamentare della Lega Nord ha lasciato la città e il temuto incontro con il corteo dei lavoratori, partito poco prima da piazza Magenta, non c'è stato.
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