Il Tirreno

Livorno

«Accesso libero al mare con passaggio dai bagni»

di Juna Goti
«Accesso libero al mare con passaggio dai bagni»

Lo chiedono i Cinque Stelle con una mozione approvata dal consiglio comunale Il sindaco: d’accordo politicamente, ma prima dobbiamo verificare se è possibile

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LIVORNO. «Il consiglio comunale impegna il sindaco a verificare la possibilità di redigere prima dell’estate una nuova ordinanza sindacale che preveda di rendere l’accesso al mare libero e gratuito durante l’intero arco dell’anno, anche attraverso tutti gli stabilimenti balneari...». Questa volta la mozione non porta la firma di qualche forza d’opposizione, una di quelle che a più riprese, nel corso degli anni, hanno fatto battaglia sul fronte del “mare libero”. Questa volta la richiesta arriva direttamente dalla forza che governa la città, i Cinque Stelle, e giovedì sera è stata approvata dal consiglio comunale.

La mozione che chiede di rivedere gli accessi al mare porta la firma dei consiglieri M5S Giuseppe Grillotti e Giovanni Fuoti, che nell’atto criticano le ordinanze che hanno disciplinato l’attività di balneazione sul litorale dal 2007 a oggi (arrivando anche a definirle «illegittime»). Nell’atto in sostanza viene chiesto il rispetto della legge 296 del 2006 che, si legge, «ha sancito l’obbligo per i titolari delle concessioni di consentire il libero e gratuito accesso e transito per il raggiungimento della battigia antistante l’area ricompresa nella concessione, anche al fine della balneazione».

Secondo i proponenti, gli atti che fino a oggi hanno fatto sì che nei bagni della città non si potesse raggiungere il mare senza pagare il biglietto si fondano su presupposti «errati»: 1) perché la necessità, scrivono, di «garantire un rapporto equilibrato tra le aree concesse a privati e gli arenili liberi», anche questo nella ratio nella legge, non dovrebbe comunque essere d’ostacolo perché «nei piani di utilizzazione degli arenili devono essere individuate le modalità e la collocazione dei varchi necessari a consentire il libero e gratuito accesso»; 2) perché, sostengono ancora, «il presupposto su cui il Comune ha fondato finora le ordinanze attiene alle “peculiarità morfologiche della costa”, spesso priva di sabbia e alle “caratteristiche edificative e strutturali degli insediamenti balneari” che spesso occupano lo spazio fino al mare», ma «la conformazione della costa e il modo in cui sono stati costruiti i bagni – scrivono i grillini – non può essere una ragione per interdire l’accesso». Certo raggiungere la battigia a Tirrenia o a Viareggio non è come a Livorno: c’è la spiaggia, non ci sono strutture costruire e su questo si è sempre poggiata la situazione livornese.

Al di là dei tecnicismi, M5S chiede comunque di rivedere subito gli accessi al mare. Ma come? Eliminando il biglietto di accesso ai bagni? A chiarire che non è questa l’intenzione è il consigliere M5S Daniele Esposito: «Il punto non è togliere il biglietto di ingresso, i servizi devono essere pagati. Anche perché altrimenti ci rimetterebbero i lavoratori e chi paga la cabina. Parliamo di libero acceso al mare: entro, faccio un tuffo e me ne vado». «L’intenzione – aggiunge Fuoti – è di rendere libero l’accesso a un bene pubblico, come è scritto nel nostro programma. Negli anni è stata creata una barriera senza soluzione di continuità che impedisce la vista e l’accesso al mare. E lungo la costa le spiagge libere, pulite e accessibili anche alle famiglie a gli anziani sono pochissime».

Ma tra il dire e il fare c’è spesso di mezzo proprio il mare. Ed è emerso che dai gestori, alla vigilia della discussione in consiglio, è già arrivata una lettera. Non è un caso che di fronte alla prima richiesta dei suoi di «redigere la nuova ordinanza prima dell’estate», il sindaco Filippo Nogarin sia intervenuto dicendosi «politicamente d’accordo», ma sottolineando anche che servono approfondimenti tecnico-amministrativi, e chiedendo quindi di trasformare il primo impegno ad agire subito in un «verificare la possibilità di...». «Altrimenti – dice – sarei costretto a votare contro».

D’accordo Marco Cannito (Città Diversa), che ha ottenuto di cancellare dalla mozione le parti che chiamavano in causa direttamente il dirigente che negli anni ha curato le ordinanze.

Alla fine la mozione è passata con il sì di M5S, Buongiorno e Città Diversa. Contrario il Pd. «Le ordinanze emanate fino a oggi hanno una base seria», sottolinea Pietro Caruso (Pd), tornando anche a porre la questione di cosa si intende per “battigia”, visto che «il nostro territorio non ha spiagge vere e proprie». Gli stabilimenti, evidenzia, «hanno invece costruzioni realizzate in base alle concessioni demaniali, che vanno da 25.000 a oltre 100.000 euro all’anno». «Immaginatevi la situazione che si verrebbe a creare tra persone che hanno pagato la cabina, persone che fanno il biglietto e altre decine che entrerebbero per raggiungere il mare. Nessuno di noi – chiarisce – è contrario al libero accesso al mare, il problema è l’ingestibilità e l’incontrollabilità!».

È anche di questo che l’assessore Gianni Lemmetti parlerà lunedì con i rappresentanti delle categorie. «Discuteremo direttamente con loro il modo di rendere effettiva la richiesta del consiglio. Poi vorrei incontrare direttamente i gestori dei bagni per arrivare a una soluzione già da questa stagione».

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