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Scontro nel Pd: se ne vanno 31 iscritti al circolo di Shangai
LIVORNO. Nuova emorragia nel Pd livornese. Dopo l’addio dei civatiani guidati da Antonio Ceccantini e le dimissioni dal partito del gruppo delle “ribelli” (da Simonetta Pampaloni a Barbara La Comba)...
LIVORNO. Nuova emorragia nel Pd livornese. Dopo l’addio dei civatiani guidati da Antonio Ceccantini e le dimissioni dal partito del gruppo delle “ribelli” (da Simonetta Pampaloni a Barbara La Comba) questa volta ad annunciare che non rinnoveranno la tessera sono 31 iscritti al Pd di Shangai. Un circolo storico guidato negli ultimi anni proprio dall’ormai ex segretaria Simonetta Pampaloni.
Ieri una dura lettera accompagnata dalle 31 firme (con in testa quella della Pampaloni) è stata spedita al presidente della commissione di garanzia del Pd, al segretario territoriale e al segretario comunale. «Gli iscriti all’anagrafe del Pd livornese appartenenti al circolo Pd di Shangai – si legge – intendono comunicare la volontà di non rinnovare l’iscrizione al Pd per l’anno 2015 e quindi di rifiutare la tessera». Una scelta, scrivono, «maturata a seguito dei gravi eventi a cui abbiamo dovuto assistere, nostro malgrado, si a livello nazionale che locale. A livorno – sostengono – il Pd, dopo la sconfitta elettorale, non si è aperto come chiesto a gran voce dagli iscritti, ma si è arroccato su posizioni personali del suo leader. Posizioni che, a nostro avviso, nel merito e nel metodo non sono affatto democratiche».
Questi ormai ex iscritti parlando di «una mancanza totale di rispetto nei confronti di noi iscritti» e di una «mancanza di reale volontà di opposizione all’amministrazione Nogarin». «Non una parola – sostengono – sulle gravi tematiche che affliggono la nostra cità: lavoro, casa, politiche ambientali, sanitarie, con un’unica eccezione che riguarda la questione regionale e nazionale sul posto». Dopo le parole riservate a Lorenzo Bacci, l’ultima stoccata è per Renzi: «La politica del Pd nazionale soto la guida del segretario premier Renzi non corisponde a quanto definito al momento della sua fondazione: il Pd è nato come partito di centrosinistra, oggi invece persegue politiche netamente di destra, con un riformismo che danneggia le classi più deboli e più povere. «Tuto questo – concludono – è per noi inaccettabile e ci ha portato a fare questa scelta, seppure dolorosa».
La lettera è firmata da: Simonetta Pampaloni, Tamara Napolitano, Claudio Martorano, Arianna Paoleti, Maria Luisa Baldeschi, Amalia Adami, Luisa Del Greco, Letizia Catalogni, Piero Battaglia, Laura Voliani, Rossella Stefanini, Maria Pia Chelli, Riccardo Pampaloni, Andrea Giansoldati, Maila Del Corona, Bruno Salani, Serenella Gratta, Agata Pisano, Annamaria Nocchi, Azzurra Nardi, Barbara Restano, Vania Ciucci, Mauro Bolognesi, Franca Betti, Monica Aquilani, Renato Nota, Andrea Nota, Brunella Rivecci, Cosetta Diaria, Dunia Asioni, Alessandro Del Fungo.
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