Il Tirreno

Livorno

Piscine, il restyling in tre mesi è passato da 123.000 euro a 4,2 milioni

di Giorgio Carlini
I lavori alle piscine
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I lavori alle piscine

Livorno, nel bando di gara vinto da Officina dello Sport nel 2010 il costo era basso, poi è lievitato con il sopralluogo di Asl. La referente dell’Ufficio sport: Io sono laureata in storia e filosofia

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LIVORNO. Nel bando di gara con il quale, nel 2010, il Comune - allora guidato dalla giunta Pd - affidava la gestione delle piscine a Officina dello Sport, gli uffici tecnici prevedevano interventi di ristrutturazione, per gli impianti Bastia e Camalich-Neri, per un ammontare di appena 123mila euro. Una somma che, nel giro di pochi anni, è lievitata fino ai 4,2 milioni necessari per i recenti lavori alle piscine comunali (3 milioni a carico del Comune e 1,2 milioni dal gestore). Il motivo? Nel corso dei sopralluoghi effettuati in seguito dall'Asl, sono emerse gravi carenze strutturali che non erano state rilevate in precedenza.

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La notizia salta fuori in terza commissione, quando Valter Sarais (M5S) chiede delucidazioni sulle manutenzioni. Marcella Previti, Ufficio sport, risponde che "tutti i lavori sono a carico di Officina dello Sport, eccezion fatta per quelli sulla copertura e quelli considerati "strutturali" dalla convenzione, quei lavori cioè che dovevano garantire il passaggio al gestore di una struttura adeguata per il servizio che vi doveva svolgere".

Subito dopo Previti rivela che «i lavori fatti nell'estate 2014 sono stati effettuati dal Comune perché riguardavano carenze strutturali che al momento della convenzione, nel 2010, non erano stati rilevati dall'amministrazione né dal gestore», aggiungendo che «forse la fretta della procedura e i pochi giorni utili per l'offerta di gara hanno impedito una analisi approfondita che mettesse in luce le carenze strutturali, emerse poi dalle ispezioni che l'Asl ha effettuato negli anni successivi». Tra queste spicca quella dell'impianto di trattamento acque, valutato dall'Asl assolutamente inadeguato.

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Sarais cita allora il verbale di consegna (agosto 2010): »Il relativo sopralluogo - sottolinea - fu fatto dalla dottoressa Previti e da Roberto Fedeli per Officina dello Sport. Nel verbale sono marcate le caselle che riportano la voce di uno stato delle strutture "buono". Stando al documento sembra che la situazione non fosse così grave". "Io sono laureata in storia e filosofia - spiega con un pizzico di imbarazzo Previti - e ho un ruolo amministrativo. Quel verbale riguardava i beni mobili, ci siamo limitati a dare un'occhiata a spogliatoi e attrezzature. Anche perché l'analisi strutturale era già stata fatta dai tecnici, che avevano rilevato lavori di manutenzione per un totale di 123mila euro».

Com'è possibile che la necessità di interventi che poi hanno causato una spesa di 4,2 milioni non sia saltata fuori prima? "La necessità - ripete Previti - è emersa solo con il successivo utilizzo effettivo delle piscine". La spiegazione, però, non soddisfa i consiglieri. «L'analisi dei tecnici - critica Amato (Fi) - è stata poco approfondita: non è possibile che a distanza di pochi mesi spuntino aspetti non contemplati dal bando. Viene anche da pensare che questo sia stato illegittimo». «Chiederemo un'audizione degli uffici tecnici - assicura Mazzacca (M5S) - per capire come sia possibile che il costo dei lavori sia stato di 40 volte superiore rispetto alla stima iniziale nel bando».

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