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Morto in ospedale, l’appello del fratello: «Chi ha il video ce lo invii»
Livorno, il fratello dell’albanese si è rivolto a un avvocato, emergono ferite sul volto dell’uomo. Il legale della famiglia: «Massima fiducia negli inquirenti»
LIVORNO. Il cuore e campioni del collo prelevati dal corpo della vittima, durante l’autopsia effettuata dal medico legale, in presenza del perito di parte. Accertamenti particolari, che si aggiungono ai classici prelievi tossicologici. La Procura vuole vederci chiaro nella morte di Luan Danushi, il muratore albanese di 43 anni, deceduto nella notte tra lunedì e martedì 14 aprile in ospedale, un’ora e 40 dopo esser stato soccorso per strada, in via Ginori, dalle volanti della polizia e da un’ambulanza della Misericordia di Montenero, senza medico. E a chiedere chiarezza sono soprattutto i familiari di lui, tornati in tutta fretta dall’Albania, dove si erano recati per una festa. In primis il fratello della vittima, Tomor Danushi. Si è chiusa, invece, nel suo immenso dolore la moglie Vitrina, che ha atteso inutilmente per tutta la notte in casa, in via Indipendenza, il marito, per poi scoprire che era morto solo il pomeriggio del giorno dopo, tra le 17 e le 18, come denuncia il fratello.
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In base a quanto è trapelato dall’autopsia, il corpo del muratore non aveva segni di lesioni sul corpo, se non una ferita sullo zigomo sinistro e altre piccole macchie di sangue sul volto. Ci sono comunque dei punti da chiarire nella dinamica e nei tempi nel corso dei quali s’è sviluppato il caso. L’intervento delle due volanti della polizia in via Ginori, a cui è seguito quello dell’ambulanza, c’è stato tra mezzanotte e le 00.50, quando l’uomo è stato portato in ospedale. Il trasporto in pronto soccorso non è avvenuto in ambulanza, ma in volante.
Per capire meglio la dinamica dei fatti, lo studio legale Galli Galdieri, a cui si sono rivolti i familiari di Danushi, lancia un appello ai cittadini: «Se qualcuno ha visto la scena o l’ha filmata, si faccia avanti e ci invii il video, anche in forma anonima». Una ripresa di quello che è successo potrebbe essere utili per ricostruire i fatti. «Abbiamo massima fiducia nella magistratura e nella polizia - sottolinea l’avvocato Mario Galdieri - ma c’è una famiglia disperata che chiede la massima chiarezza sulla morte del proprio caro».
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Ben integrato in città, dove viveva da anni, Luan Danushi non aveva problemi di salute: «Mio fratello stava bene e non aveva nessun problema con l’alcol - dice Tomor - Nei giorni scorsi lui era un po’ giù perché aveva fatto degli esami clinici: stava cercando di avere un bambino, ma per ora non era ancora arrivato. L’altra sera era uscito per svagarsi con un conoscente: prima era stato al punto Snai e poi a mangiare un panino e a bere in un pub».
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