LIVORNO Una serie di robottini devvero piccoli, lunghi tra i 20 e i 30 centimetri, ma che, grazie alla loro struttura morbida, fatta di silicone e plastica, nata in un certo senso ad imitazione del corpo del polpo, possono muoversi su terreni difficili meglio dei "colleghi" meccanici con gli scafi rigidi. Ecco quello che hanno costruito gli studenti della settimana di studio dedicata appunto alla "Soft Robotica", che si è conclusa ieri mattina all'Hotel Palazzo proprio con la gara dei robottini costruiti dagli studenti, 38 giovani laureati che stanno frequentando i dottorati di studio nelle università italiane, europee e del resto del mondo che hanno preso parte all'iniziativa organizzata dall'Istituto di Biorobotica della Scuola Superiore di Sant'Anna.
Come ha spiegato la coordinatrice del Centro di Robotica Marina dello Scoglio della Regina, professoressa Cecilia Laschi, organizzatrice della settimana dedicata ai robot morbidi, i giovani, quasi tutti laureati in ingegneria o informatica, dopo essere stati divisi in sei gruppi di lavoro formati mescolando gli studenti dalle diverse università, hanno costruito i loro robot morbidi, mettendo a frutto quanto imparato durante la settimana di studio, divisa tra le lezioni teoriche mattutine che si sono svolte all'Hotel Palazzo e quelle pratiche pomeridiane allo Scoglio della Regina. E ieri mattina hanno dovuto dimostrare "sul campo" la bontà delle loro realizzazioni: «La gara era piuttosto semplice - spiega Cecilia Laschi - i robot morbidi dovevano affrontare un percorso su tre diversi terreni, quello liscio, quello corrugato e infine un tappeto di erba sintetica. Alla fine vinceva il robot più veloce nel coprire il tragitto».
Va detto che questa nuova tipologia di automi deriva dal progetto "Octopus", ovvero il primo robot morbido del mondo, costruito proprio al centro dello Scoglio della Regina ispirandosi al polpo, il mollusco marino che, pur senza avere ossa, con il suo corpo morbido riesce ad avere una grande mobilità ed esprimere anche una notevole forza. Proprio quello che si chiedeva ai robottini che ieri mattina si sono sfidati nella gara del Palazzo: dei piccoli macchinari che grazie alle loro caratteristiche possono sfruttare con grande efficacia dei meccanismi di comando e di spostamento relativamente semplici. Così tutti gli automi morbidi, dopo che i loro creatori hanno spiegato come era nato il progetto, ma anche i problemi incontrati durante la realizzazione pratica, si sono destreggiati nei diversi percorsi.
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E alla fine qualcuno lo ha fatto meglio degli altri: «Hha vinto il team contrassegnato dalla lettera "F" - ha spiegato la professoressa Laschi - dove fra l’altro c'era anche uno dei ragazzi della Scuola di Sant'Anna, primo davanti alle squadre "E" e "B". Ha abbiamo premiato i vincitori con delle penne a 3D, che filano della plastica liquida per costruire oggetti, sullo stile delle stampanti in 3D». Ma alla fine i vincitori sembrano essere stati tutti quanti gli studenti: « ragazzi sono stati davvero soddisfatti della settimana passata a Livorno: hanno potuto incontrare alcuni dei maggiori scienziati del settore, ma anche i ricercatori del centro Disney di Zurigo, e soprattutto confrontarsi tra loro».
Un successo che ha già comportato un immediato punto fermo: «Posso già dire che il prossimo anno ripeteremo l'esperienza sulla Soft Robotica - conclude la professoressa Laschi - e lo faremo ancora una volta ad aprile a Livorno».