Il Tirreno

Livorno

Tagli ai bus, la rabbia del sindacato

Tagli ai bus, la rabbia del sindacato

La Uil chiama a raccolta le altre sigle e chiede lo sciopero e una manifestazione contro l’amministrazione comunale

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LIVORNO. Il taglio delle corse di trasporto urbano del Ctt dopo la decisione del Comune di sforbiciare di 400.000 euro il finanziamento al consorzio ha scatenato un'immediata reazione da parte sindacale e non solo. In particolare Mirko Betti, sindacalista Uil dell'azienda di trasporto pubblico, ha accusato senza mezzi termini la giunta comunale di «averci presi in giro», visto che dopo aver sbandierato durante la campagna elettorale la centralità del trasporto pubblico, ora invece taglia i fondi. E non dice niente durante gli incontri con i sindacati anche se – sostiene sempre il sindacalista Uil – la decisione era già stata presa a gennaio.

Anche Andrea Romano (resistere-Azione Civica) chiede a Nogarin un immediato cambiamento di rotta impegnandosi a salvare il trasporto pubblico anziché ridurre tutto alla nomina di un M5S come vicepresidente del Ctt .

Betti parte all'attacco della giunta, e chiede anche agli altri sindacati di unirsi e indire insieme uno sciopero cui potrebbe seguire una manifestazione contro il Comune.

Il sindacalista Uil sottolinea infatti come il taglio di 137.675 chilometri che conseguirà alla riduzione dei fondi alla fine comporterà la perdita di otto posizioni lavorative. «Di fatto sono sei turni di lavoro che saltano – spiega Betti – e a che se forse non sarà subito, visto che l'azienda ha ancora un minimo di sottorganico, alla fine potrebbe veder partire otto lettere di licenziamento».

Il sindacalista Uil attacca l'assessore Gordiani: «Lo ho incontrato solo 10 giorni fa e non ci ha detto niente a proposito di tagli: eppure lo avevano già deciso».

Ma quello che a Betti non va giù è il fatto che la campagna elettorale grillina aveva tra le sue parole d'ordine il trasporto pubblico urbano e la mobilità sostenibile. «Invece, dopo aver addirittura parlato di biglietti gratuiti e di grandi progetti, eccoci a queste cose, senza nemmeno aver affrontato il problema della protezione delle corsie dei bus e il riassetto delle linee, obsolete e inefficienti. Almeno la giunta precedente – sottolinea Mirko Betti – cui fregava ben poco del trasporto pubblico, lo dimostrava chiaramente, questi invece ci hanno fatto solo una becera campagna elettorale per poi prenderci in giro tutti quanti: dovevano fare qualcosa per il trasporto pubblico e invece i fatti sono questi».

Quindi l’esponente Uil chiama a raccolta anche gli altri sindacati: «Scioperiamo e manifestiamo contro il Comune: questa amministrazione opera nel disprezzo dei diritti dei lavoratore dei cittadini».

Anche Andrea Romano critica i tagli, ma ricorda che una via d'uscita ci sarebbe: appunto uscire dal Consorzio. Romano, che a suo tempo votò contro lo scioglimento dell'Atl nel Ctt Nord, sottolinea infatti che il consorzio funziona con lo stesso "meccanismo infernale di Retiambiente per i rifiuti: alla fine un socio privato col 35% delle azioni nomina la metà del Cda e comanda pur essendo in minoranza rispetto ai Comuni". Quindi Romano sottolinea come a Pistoia il Copit, che non è entrato nel Ctt, orapresenta bilanci in positivo, assume personale e fa viaggiare gratis chi ha un Isee basso. Quindi Romano conclude affermando che «il Comune di Livorno può ancora salvare il trasporto pubblico in tre mosse: chiudere al traffico il centro davvero e non a chiacchiere, controlli a tappeto contro chi non paga il biglietto e soprattutto uscire il prima possibile dal Ctt-Nord come ha fatto Pistoia: per adesso Nogarin si è limitato invece a nominare un grillino come Vicepresidente del Ctt stesso, con un'indennità di circa 34.000 euro l'anno. Cambiate rotta finché siete in tempo».

Roberto Cestari

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