Gioco
Nessuna nuova strada autorizzata sulle colline
Livorno, il presidente della Provincia dopo il taglio dei 4.200 alberi sotto Valle Benedetta. «Non ci è pervenuta alcuna richiesta e la viabilità attuale è più che sufficiente»
LIVORNO. Nessuna nuova strada sarà autorizzata sulle colline livornesi, e in particolare sul Monte La Poggia, tra Valle Benedetta e Limoncino, dove nelle settimane scorse c'è stato un voluminoso taglio di alberi. A dirlo è il presidente della Provincia, Alessandro Franchi, durante i lavori del consiglio provinciale che, ieri mattina, si è riunito per discutere vari punti tra cui una interpellanza presentata da Marco Cannito, in rappresentanza di Assemblea Democratica, nella quale veniva chiesto di fare chiarezza rispetto ai tagli di alberi sul Monte la Poggia e in Val di Chioma-Castellaccio raccontati dal Tirreno le scorse settimane.
Le strade le autorizza il Comune. «La viabilità forestale presente sul Monte la Poggia – ha spiegato Franchi – è più che sufficiente a consentire l'utilizzo forestale dei luoghi. E la proprietà non ha avanzato alcuna richiesta di nuova viabilità. Il taglio del bosco non può essere considerato come propedeutico alla realizzazione futura di nuova viabilità: nuove strade non con finalità forestali possono essere autorizzate solo dal Comune titolare delle programmazioni urbanistiche ed edilizie».
Taglio secondo legge. Nella sua interpellanza Cannito ha chiesto lumi anche sulle procedure autorizzative della Provincia: poteva esser rifiutato il via libera al taglio dei 4200 alberi? «La richiesta di taglio aveva tutti i presupposti di legge - ha risposto Franchi -, è stata ritenuta legittima con atto 63 del dipartimento di Sviluppo Rurale della Provincia il 4 febbraio del 2014».
Franchi ha voluto sottolineare che «non è stato effettuato alcun disboscamento». «Il taglio sul Monte la Poggia, e quello in zona Quercianella, non possono essere definiti disboscamento o deforestazione - ha aggiunto - in quanto il bosco permane, continua a vivere grazie alla capacità delle ceppaie di emettere nuovi ricacci che negli anni diventeranno quelle piante che a fine turno potranno essere nuovamente utilizzate. Sul terreno forestale sono inoltre rilasciate le cosiddette matricine che assicurano la germinazione delle piante in modo che il bosco si possa auto rigenerare».
I numeri del taglio. Il numero uno di palazzo Granducale ha fornito numeri e dati. «La superficie boscata della Provincia - ha detto - ammonta a oltre 45 mila ettari compresa l'Isola d'Elba: rispetto a questo dato, il massimo di superficie utilizzabile ogni anno è di 2545 ettari. Le autorizzazioni concesse, e su cui è possibile fare attività di coltivazione nel bosco, negli ultimi due anni (2013-2014) sono state 350 ettari nel 2013 e 408 ettari nel 2014. Nel comune di Livorno, dei 350 ettari del 2013, sono 38 gli ettari autorizzati, mentre nel 2014 sono stati 55».
Rosanna Harper
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