Gioco
Lucchini, ministero bocciato in appello
La richiesta di maxirisarcimento (400 milioni) per danno ambientale metteva a rischio i tfr. Ora resta solo la Cassazione
PIOMBINO. Il Tribunale di Livorno boccia anche in appello la richiesta avanzata del ministero dell’Ambiente di un maxirisarcimento (per una cifra pari a 400 milioni) all’amministrazione straordinaria Lucchini per danni ambientali.
Una notizia importante perché la richiesta – che era stata formulata nel 2013 dall’allora ministro Corrado Clini – di fatto metteva a rischio i diritti dei creditori privilegiati, primi fra tutti quelli dei lavoratori con il loro tfr conteggiato fino al 2007.
La sezione civile del tribunale livornese (presidente Roberto Urgese, giudice Emilia Grassi, giudice relatore Franco Pastorelli) ha respinto il ricorso sostenendo in sostanza che il ministero dell’Ambiente non ha provato – si afferma – «la situazione di inquinamento al momento dell’acquisto da parte della Lucchini, le concrete ulteriori attività inquinanti compiute dalla stessa e i conseguenti danni derivanti dalle stesse all’ambiente, potendo la Lucchini rispondere solo di ciò, e cioè dell’ulteriore danno provocato».
Come prova evidente che il ministero dell’Ambiente non fosse a conoscenza della situazione dei siti al momento dell’acquisto da parte della Lucchini e che comunque non abbia fatto gli approfondimenti necessari per individuare le responsabilità degli inquinamenti, il Tribunale cita gli Accordi di programma: «In quei documenti – scrivono i giudici – si legge della previsione di “indagini per identificare il responsabile dell’inquinamento”». Una contraddizione evidente, secondo il Tribunale di Livorno, che impedisce l’attribuzione alla Lucchini delle responsabilità sulla condizione ambientale dell’area siderurgica.
La sentenza in sette pagine sembra far cadere tutti i presupposti alla base del ricorso, anche se è più che probabile che la vicenda a questo punto finisca davanti alla Corte di Cassazione, che potrà però valutare solo eventuali vizi di legittimità della sentenza d’appello. La decisione sul ricorso al terzo grado di giudizio spetterà comunque all’Avvocatura dello Stato.
Nel caso il ministero si rivolgesse alla Cassazione, la speranza è che si arrivi all’ultimo giudizio in tempi brevi, perché solo al termine della vicenda giudiziaria i crediti potranno essere sbloccati. E, in un momento così difficile, per molti lavoratori ex Lucchini il tfr rappresenterebbe un sostegno importante.
La sottosegretaria all’ambiente Silvia Velo nello scorso mese di dicembre aveva in ogni caso rassicurato i dipendenti ex Lucchini, spiegando che la prosecuzione della vicenda giudiziaria rappresentava «un atto dovuto che non avrebbe influito sui diritti dei lavoratori».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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