Toscana
Pascoli, servono sette milioni per sistemarlo. Sos legionella: doppio intervento per debellarla
In un rapporto degli uffici comunali viene indicato che per mettere a norma l'istituto Pascoli ci vogliono sei-sette milioni di euro. Nel dossier si segnala che è stato necessario ricorrere per due volte a ditte specializzate per la presenza di legionella negli impianti dell'acqua
LIVORNO. Per mettere completamente a norma il Pascoli sotto il profilo della sicurezza ci vorrebbero almeno tra i 6 e i 7 milioni di euro. E se anche il Comune avesse da spendere tutti questi soldi, la struttura – che nel progetto del nuovo ospedale bocciato dalla nuova amministrazione era destinata alla demolizione – non arriverebbe comunque a rispondere agli standard richiesti. A dirlo è il rapporto tecnico che è stato consegnato pochi giorni fa dagli uffici tecnici del Comune a sindaco e assessori.
Il rapporto, che ha per oggetto “lavori urgenti e indifferibili per l’adeguamento antincendio” di varie strutture sociali, da Villa Serena alla Rsa Passaponti, si concentra soprattutto sul Pascoli. E' da dire che nel dossier viene evidenziato anche che sono stati necessari due interventi con ditte specializzate per la presenza di legionella nell’impianto di distribuzione dell’acqua.
«Al fine di una completa messa a norma dal punto di vista della sicurezza – si legge nel rapporto – è necessario un investimento importantissimo (6/7 milioni di euro) per l’esecuzione dei lavori previsti nel progetto presentato e condiviso con i vigili del fuoco nel 2006». E questa somma «potrà aumentare in seguito all’adeguamento alle attuali normative...».
«Le risorse che occorrono – viene evidenziato dagli uffici – sono notevoli e i lavori, anche con l’esecuzione a lotti successivi, non permetterebbero la piena operatività della struttura per un lungo periodo, dovendo chiudere un reparto ogni lotto di lavorazione e diminuendo la capacità ricettiva di 20 posti, non recuperabili in altre strutture comunali».
La Rsa Pascoli è dei primi anni Ottanta e secondo i tecnici comunali, «anche se venisse adeguata alle normative antincendio, non sarebbe possibile ottenere migliori risultati per la sua funzionalità rispetto ai criteri di distribuzione interna degli spazi che sono richiesti». Quindi «riteniamo che il risultato degli adeguamenti, dopo un lungo periodo di lavori e notevoli risorse economiche investite, non corrisponda ai parametri che una moderna Rsa deve garantire» e «riteniamo necessario valutare l’opportunità se intraprendere i lavori di adeguamento o percorsi alternativi...».
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Dagli uffici ricordano che esiste un progetto definitivo da 250.00 euro che doveva essere realizzato a partire dal 2013 e che comprendeva alcuni interventi di miglioramento, come la realizzazione di un impianto di allarme con sensori di rilevamento fumi. «Le opere inserite in quel progetto – viene evidenziato – non garantiscono la completa messa a norma, ma possono contribuire a salvaguardare la sicurezza degli ospiti e del personale». Quello previsto nel 2013 era di fatto un intervento-tampone, in vista della demolizione della struttura e del trasferimento della Rsa sul viale Alfieri, nell’ambito del progetto del nuovo ospedale. Cosa deciderà di fare ora del Pascoli la nuova amministrazione?
Per ora, con la decisione numero 105 del 31 marzo scorso, la giunta ha dato in generale mandato ai dirigenti di «assumere tutte le azioni necessarie a garantire la pubblica incolumità e la sicurezza di coloro che accedono alle strutture».
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