Attenzione
«Ora datemi una casa o do fuoco al Comune»
Ieri un’altra irruzione in municipio e l’amministrazione rafforza la sicurezza Rivisto il sistema delle entrate, gli assessori traslocheranno al primo piano
LIVORNO. È accaduto di nuovo. Ieri mattina un uomo di 45 anni ha raggiunto il primo piano del Comune minacciando di dare fuoco a tutto se non gli sarà assegnata una casa. A calmarlo, insieme ai commessi, sono arrivati i vigili urbani. Così l’amministrazione comunale ha deciso di dare forma a una sorta di piano sicurezza interna e dal prossimo 20 aprile alcuni assessorati – quelli più delicati, come casa e lavoro – inizieranno a traslocare dal quarto al primo piano.
Due casi in una settimana
«Datemi una casa o do fuoco al Comune, do fuoco a tutto», ha ripetuto ieri mattina l’uomo che intorno alle 9 è entrato gridando in municipio. È livornese, ha 45 anni, è seguito da tempo dagli assistenti sociali e dal Sert, ed è già in lista per l’emergenza abitativa.
Agli agenti intervenuti ha raccontato di aver dormito per un po’ in macchina, prima di iniziare a vivere in una tenda a villa Corridi. Ha ripetuto di aver chiesto più volte un appuntamento con il sindaco e di volergli parlare. A un certo punto ha iniziato a gridare, minacciando anche di essere pronto a tornare con una tanica di benzina. I commessi di Palazzo Civico hanno cercato di calmarlo, poi è intervenuta la polizia municipale. L’uomo alla fine è stato comunque collaborativo e non sono stati registrati attimi di tensione come quelli vissuti appena una settimana prima.
Martedì scorso, infatti, esattamente sette giorni prima di questo episodio, un ventinovenne si è presentato al primo piano del municipio: ha salito le scale gridando di volere una casa e ha finito per distruggere mobili, vetrate e finestre. È stato denunciato e poi ospitato una settimana in albergo.
Questa volta sono esplosi di nuovo rabbia e disperazione, ma nessuna violenza. Dopo qualche minuto il quarantacinquenne si è calmato, ha parlato con i vigili urbani che lo hanno accompagnato fuori dal municipio e sono stati presi nuovi contatti con gli assistenti sociali per seguire il caso più da vicino.
«Rischio emulazione»
I vertici dell’amministrazione comunale non nascondono la preoccupazione: «Temo il fenomeno dell’emulazione», è il commento dell’assessore al personale, Francesca Martini, che insieme al segretario generale sta studiando un piano per rafforzare la sicurezza interna. «Purtroppo – dice – conosciamo tante situazioni molto disagiate ma complesse e ancora difficili da risolvere. Temiamo il ripetersi di atti di questo tipo, contro terzi o contro se stessi. Ci preoccupa molto, fin dall’inizio».
«Dobbiamo assicurare – sottolinea – che il Comune non diventi un palazzo chiuso, che sia sempre aperto e accogliente per i cittadini». Ma al tempo stesso «garantire chi ci lavora» e più in generale «le centinaia di persone che ogni giorno circolano nel palazzo».
Gli assessori traslocano
al primo piano
L’assessore Martini fa sapere che il segretario generale, Giuseppe Ascione, sta studiando una serie di misure di dettaglio per monitorare gli accessi. Intanto alcune decisioni sono già state prese. Lunedì 20 aprile gli assessorati al sociale e al lavoro inizieranno il trasloco: si sposteranno dal quarto al primo piano. «In questo momento delicato – spiega Martini – sono forse gli assessorati più a rischio. Per ora, alla luce degli ultimi episodi, un commesso si è spostato al quarto piano per presiedere il corridoio, ma è meglio rivedere la distribuzione degli uffici».
A partire dalla prossima settimana traslocheranno questi due assessorati, ma l’idea è di trasferire al primo piano (lo stesso del sindaco) tutti gli assessori, spostando ai piani alti, forse al terzo, gli uffici della ragioneria. Questo perché – spiegano dal municipio – il corridoio al primo piano ha una sola entrata, facilmente controllabile, vicino al bancone dei commessi, dove ci sono già un paio di vigili urbani.
Entrata di servizio
solo per i dipendenti
Nel frattempo sono stati in parte rivisti gli accessi al municipio. Il portone in cima alla scalinata principale, quella che dà su piazza Civica, resterà aperto in occasione di sedute pubbliche, ad esempio le riunioni dei consigli comunali, o di eventi come i matrimoni, che si celebrano nella sala delle cerimonie. Entrata principale per il pubblico è diventata di fatto quella laterale, che porta al Suap e al bar interno. La porta laterale di servizio, invece, è stata chiusa al pubblico. Per monitorare meglio gli ingressi, spiega ancora Martini, questa porta garantisce già l’accesso solo ai dipendenti, attraverso il badge. Al piano terra, nel casottino ricavato vicino alla porta laterale principale, è prevista la presenza costante di un commesso comunale, mentre per ora non sono state prese decisioni in merito alle telecamere.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
