Gioco
I robot del futuro sbarcano a Livorno
Esperti internazionali al conclave promosso dal Sant’Anna High tech: in vetrina strani “quadrupedi” e pinze soft
LIVORNO. Alcuni fra i più importanti esperti europei di biorobotica sono in questi giorni nella nostra città per la “Soft robotics week”, che mette in vetrina le nuove frontiere della robotica “morbida” «portando l'Italia e Livorno al centro del palcoscenico della robotica mondiale», come dice Cecilia Laschi, ordinario di bioingegneria al Sant'Anna, considerata fra le maggiori esperte internazionali in questo settore. È lei l’organizzatrice di quest’appuntamento nel segno del futuro.
La “Soft robotics week” porta la firma dell'Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa con l’aiuto del Comune di Livorno.
E non è un caso che sia stata scelta la nostra città: allo Scoglio della Regina, sul lungomare, c’è proprio il laboratorio del Sant'Anna dove la “soft robotics” ha preso a svilupparsi, a livello internazionale, grazie ai progetti di ricerca finanziati dalla Commissione Europea e dalla Fondazione Livorno: stiamo parlando di “Octopus” e “Poseidrone”, i primi esempi di robot “morbidi”, ispirati dalla destrezza e dall'agilità dei tentacoli del polpo, la prima creatura marina a essere replicata come robot.
L’uno è il robot polpo, l’altro è il drone sottomarino dai tentacoli sinuosi. Nuovi robot e prototipi saranno esposti – insieme a video delle principali realizzazioni – al Grand Hotel Palazzo: è la location del “conclave” scientifico, insieme al laboratorio dell'ateneo pisano allo Scoglio della Regina. Del resto, il polpo robot rappresenterà la Toscana ad Expo 2015.
L’istituto di biorobotica del Sant’Anna ha all’attivo alcuni dei più interessanti progetti sul fronte della robotica soft "made in Italy". A cominciare da Fastt, soft robot quadrupede, che sfrutta le proprie zampe “morbide” per muoversi anche su terreni (assai) accidentati. È un progetto che porta la firma di una équipe di allievi Ph.D. del Sant’Anna. Così come il “soft gripper”: una singolare “pinza” che ha un’ottima presa e al tempo stesso ha un tatto soft che ha caratteristiche trasferibili, per dirne una, anche nell'industria alimentare (magari per maneggiare frutta o prodotti deperibili).
Ma la robotica “morbida" ha una frontiera pure sul fronte chirurgico: con il progetto "Stiff-flop" il ricercatore Matteo Cianchetti e la prof. Arianna Menciassi, entrambi del Sant'Anna, hanno realizzato un «endoscopio a rigidezza variabile». L’applicazione? Ad esempio, può permettere di far "esercitare" in tutta sicurezza i medici, simulando la "morbidezza" di parti del corpo umano come la laringe.
Arrivano a Livorno leader e esperti di tutto il mondo ma – spiega la prof. Laschi – protagonisti saranno anche e soprattutto gli studenti che partecipano alla scuola di dottorato: impareranno le principali tecnologie della “soft robotics” e allo Scoglio della Regina costruiranno i loro primi robot soft, per la gara conclusiva che si terrà il 17 al Grand Hotel Palazzo. Giovani ricercatori e studenti, attraverso le lezioni frontali e pratiche, e partecipando alle discussioni con gli stessi leader, avranno l'opportunità di essere formati come la nuova generazione di robotici.
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