La protesta
Boom di supermercati aperti per le feste
Livorno, il 25 aprile tutti alzeranno le saracinesche (Coop compresa), il primo maggio orientati a lavorare Penny, Dico e Pam
LIVORNO. Su Facebook gira un ritornello ironico: se dovete fare la spesa a Livorno, aspettate il 25 aprile o magari il primo maggio. Sembra una battuta e invece è una fotografia nitidissima di dove sta andando la grande distribuzione, anzi, a dirla tutta, di dove ormai è andata.
Il tema è caldo da anni, ma mai come stavolta i big del commercio alimentare sembrano aver svoltato: il giorno della Liberazione saranno aperti tutti, Coop compresa (verrà tenuta chiusa soltanto l’Iper), mentre il primo maggio oltre al Penny che da tre anni ormai ha sdoganato la festa dei lavoratori, dovrebbero aprire i battenti anche Dico e Pam. Più che un varco ormai è un vero e proprio fronte, che racconta tanto anche sulle abitudini dei livornesi: perché se i supermercati decidono di stare aperti significa da un lato che hanno bisogno di alzare i ricavi e non hanno intenzione di rinunciare neanche ad una briciola di fatturato, ma dall’altro significa anche che nei festivi si aspettano un afflusso interessante di clientela.
I sindacati confederali come sempre hanno indetto due giorni di sciopero, «in modo che chi fosse costretto a presentarsi a lavoro possa rifiutarsi aderendo alla protesta», spiega il segretario della Filcams Cgil Franco Franceschini. Ma la polemica, anche tra gli stessi sindacati, è furiosa: «Unicoop Tirreno ha avuto l’ok del segretario più rappresentativo, cioé quello della Cgil», attacca Dario Perez, del sindacato di base Usb, che ha il proprio zoccolo duro all’Ipercoop. Può bastare? No. E infatti c’è anche la ciliegina sulla torta: il presidente di Unicoop Adriatica Adriano Turrini che sferra un’offensiva contro Esselunga perché starà aperta il 25 aprile e invita i sindacati «a rompere le balle» a chi starà aperto. «Dunque anche alla sorella Unicoop Tirreno», sottolinea lo stesso Perez (ne parliamo nel box a fianco).
Festa della Liberazione col... carrello. Come dicevamo la lista di chi starà aperto il 25 aprile è lunghissima: Penny (tutto il giorno), Eurospin, Dico (escluso quello di Collinaia, che sarà interessato da lavori di ristrutturazione, ma riaprirà comunque per il primo maggio), i principali punti vendita Conad,Pam e i cinque negozi Coop.
«E’ sabato», sospirano molti lavoratori, interpellati dal Tirreno, quasi a voler trovare una giustificazione alla scelta dei propri marchi. Ma le facce, un po’ ovunque, parlano di una decisione subita più che condivisa. E non saranno molti, c’è da giurarlo, quelli che decideranno di attaccarsi al salvagente dello sciopero.
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Presidio davanti alle Coop. «Davanti ad un quadro di questo tipo da parte nostra c’è grande contrarietà - spiega Perez -. Purtroppo anche in Coop, dove c’è un integrativo che tutelerebbe il lavoro in questi festivi, il confronto sindacale previsto dal contratto non c’è stato. L’azienda ha bypassato i lavoratori e deciso in autonomia. Solo in Ipercoop siamo riusciti a imporre la chiusura, negli altri negozi cittadini l’azienda ha imposto l’apertura nonostante la contrarietà dei delegati (alla Rosa) o senza essersi confrontata (Coteto, Colline e Corea)».
L’Usb organizzerà un presidio davanti ai negozi Coop: «E’ inaccettabile che nel 70° anniversario della Liberazione, che tra l’altro coincide col 70° anniversario della Coop, qui si metta davanti il profitto ai valori. Unicoop Tirreno sarà l’unica di tutto il centro Italia. Tra l’altro il presidente Lami continua a ripetere la storia della volontarietà, ma così non è: tanto che in questi giorni stanno cercando persone disponibili ad aprire ed è emblematico che le richieste siano arrivate anche a dipendenti dell’Iper che starà chiusa. Purtroppo la scelta di Unicoop ha avuto l’avallo del maggior sindacato confederale, Franceschini ha legittimato queste aperture dandole già per assodate prima ancora che venissero effettuati i confronti con i delegati dei negozi, la Cisl non è pervenuta, solo la Uil ha diffuso un volantino di forte contrarietà».
La Cgil: Unicoop sbaglia. Ma dalla Filcams Cgil Toscana spazzano via ogni fraintendimento: «Siamo contrari alle aperture il 25 aprile e il Primo Maggio, come già per Pasqua e Pasquetta o Natale, Santo Stefano e Capodanno, e non a caso abbiamo sempre proclamato uno sciopero in queste date - afferma la segretaria Cinzia Bernardini -. E' semplicemente fantasioso e strumentale sostenere il contrario, visto anche come la Filcams sia stata in prima linea fin dall'inizio in questa battaglia, nei fatti e nelle azioni». Poi la bordata a Unicoop Tirreno: «Se decide di tenere aperto il 25 aprile sbaglia, così come sbagliano gli altri centri che lo faranno, trovando la nostra opposizione. Il 25 aprile è una data importante per i valori della Resistenza, ed è una festività in cui i lavoratori hanno diritto di stare in famiglia o dove più aggrada loro, non in servizio».
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