Il Tirreno

Livorno

i dati dal congresso dell’unione inquilini

Cinquanta famiglie accampate in alloggi di fortuna

LIVORNO. A Livorno più di 50 nuclei familiari oggi sono accampati in alloggiamenti di fortuna ricavati in scuole, strutture Asl e circoscrizioni dismesse. E’ l’allarme che è stato lanciato durante il...

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LIVORNO. A Livorno più di 50 nuclei familiari oggi sono accampati in alloggiamenti di fortuna ricavati in scuole, strutture Asl e circoscrizioni dismesse. E’ l’allarme che è stato lanciato durante il congresso dell’Unione Inquilini di Livorno, che si è svolto giovedì scorso per eleggere tra l'altro la delegazione al congresso nazionale, che si svolgerà nella nostra città, il prossimo weekend, dal venerdì 17 a domenica 19 all'Hotel Rex.

Al termine del congresso l'Unione Inquilini ha chiesto un tavolo di Protezione Civile, per trovare soluzione agli sfollati, «sia quelli messi in strada prima del termine stabilito per una sistemazione, sia quei disperati che, non sempre adeguatamente informati, non utilizzano i canali sindacali per attivare le procedure istituzionali o sfondano case popolari in un'assurda guerra tra poveri, o si abbandonano a intemperanze e atti di violenza, che sono grida di dolore e d'impotenza».

Numerosa la partecipazione del comitato sfrattati e senza casa, molti gli invitati presenti tra cui l'assessore alla casa Ina Dimghjini, la presidente di Casalp Vanessa Soriani, il segretario del Sicet Geremia Merloni anche in rappresentanza dell'Uniat. Ha presieduto l'assemblea Daria Faggi e ha introdotto i lavori Paolo Gangemi illustrando il documento congressuale per una nuova politica nazionale per il diritto all'abitare per tutti.

Il reddito di cittadinanza che non c’è. La relazione sulla situazione livornese e il dibattito che ne è seguito, ha toccato i temi caldi della città: «Una situazione di stress economico ormai insostenibile per i troppi lavoratori espulsi da fabbriche, aziende, uffici, esercizi commerciali, servizi privatizzati, la sostanziale paralisi del porto, da tempo molto al di sotto delle potenzialità esistenti, il blocco dell'edilizia - ha evidenziato Gangemi -. A fronte nessun progetto di reddito di cittadinanza».

La situazione a Livorno. Gangemi è entrato poi nella questione-casa: «A Livorno grazie alla legge regionale Allocca (Rifondazione) e alla legge 124 conquistata nazionalmente dai sindacati casa, prendendo a modello la nostra legislazione locale, siamo riusciti a governare fin qui le morosità incolpevoli, sistemando 60 famiglie con l'agenzia casa pubblica ad affitto sostenibile, altrettante attraverso la legge 75 e collocando decine di famiglie in strutture o mini alloggi di emergenza abitativa».

Sfratti esecutivi più veloci. «Ormai - ha sottolinea Gangemi - i tempi medi finora consentiti dallo spostamento delle esecuzioni, di circa 4 o 6 mesi si sono spesso ridotti a 2 mesi, tempo assolutamente insufficiente per trovare soluzioni abitative alternative, e i fondi erogati dal governo sono risibili rispetto alle necessità di indennizzare i proprietari per il mancato affitto e il ritardo di riconsegna degli alloggi».

Il buon lavoro della giunta. «E’ apprezzabile l'impegno della giunta comunale ad aprire sulla casa tavoli condivisi con tutte le forze politiche e i sindacati, per una nuova politica fondata sul riuso dei troppi vuoti a perdere (strutture dismesse e abbandonate) - dice Gangemi -. Per questo va assolutamente rivisto il bilancio comunale per smettere la politica di vendite insensate che aumentano la voragine del disagio sociale e rappresentano pannicelli caldi per i bilanci ormai risicatissimi degli enti locali».

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