Gioco
L’inferno in autostrada. «Siamo vivi per miracolo»
L’auto esce fuoristrada e si cappotta due volte sull’A12, tra Viareggio e Pisa. Feriti l’avvocata Mary Weaver, il marito e i due bimbi: tornavano dalle vacanze
LIVORNO. «Il bimbo perdeva sangue, mio marito sul volto era un mascherone. Io non potevo muovermi e la piccina era terrorizzata. Avevo paura, ma ho preso forza, io, che non posso vedere neanche una goccia di sangue in tv, ho accarezzato i miei figli e ho detto loro: “State tranquilli, è tutto a posto”. Ma dentro di me morivo. Ci siamo salvati per un soffio: la bimba è ancora in ospedale. Io ho tuttora gli incubi: potevamo morire tutti». I vetri del finestrino rotti, la Nissan Qashqai accartocciata, sottosopra, i telefonini volati via. E soprattutto quella sensazione di terrore che prende quando si teme per la vita di chi si ama. Flash che si rincorrono nella mente di Mary Weaver, avvocata livornese di 40 anni, protagonista nel pomeriggio di Pasqua di un terribile incidente sull’A12, tra Viareggio e Pisa, in una località che si chiama La Costanza. La donna era in auto accanto al marito Simone Benetti, 38 anni, impiegato presso la ditta Termomeccanica Biagiotti che si occupa di assistenza caldaie, che era alla guida. Dietro, i due bambini: lui 5 anni e lei 7. Tutti e quattro con le cinture allacciate. La famiglia viaggia in direzione Livorno: sta tornando da una vacanza a Santo Domingo. Dieci ore di volo più tre ore circa di auto da Milano Malpensa.
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«Abbiamo fatto una vacanza stupenda in un posto meraviglioso - racconta Mary Weaver - ed eravamo riposati perché sul volo eravamo riusciti tutti a dormire. Mio marito era vigile, si era anche fermato poco prima per fare benzina. Io avevo dormicchiato lungo la Cisa, ma in quel momento ero sveglia, tanto che stavo mostrando ai miei figli alcune foto della vacanza, postate dal tour operator su facebook».
Per far vedere le foto ai suoi piccoli, l’avvocata si gira e le commenta con loro. «Mi sono rivolta ai bimbi proprio per non distrarre mio marito, che era molto attento alla guida - continua il racconto di Weaver - È stato allora che, improvvisamente, lui ha perso il controllo dell’auto, che è andata subito fuori strada perché in quel tratto non c’era guard rail». La Nissan Qashqai si cappotta una prima volta, poi un’altra ancora e termina la sua folle trottola con il tettino in giù e le ruote in su. «Quando ho visto il volto di mio marito che era una maschera di sangue ho pensato: “Aiuto, è la fine”. L’ho chiamato e lui mi ha detto: “Sto bene”. Ho provato un sollievo infinito - ricorda l’avvocata - Allora ho tolto le cinture ai miei figli. Poi ho aiutato anche lui. E solo dopo mi sono resa conto che quella messa peggio ero io: non riuscivo a muovermi perché avevo le costole rotte. Sono uscita dall’abitacolo con grandissima fatica». Weaver ha quattro costole rotte di cui due in maniera scomposta, molto probabilmente a causa degli air bag esplosi dopo lo schianto. La bimba è ancora ricoverata al Santa Chiara a Pisa per un trauma alla vescica, il bimbo ha avuto dieci punti in testa mentre il marito se l’è cavata con qualche contusione.
Dei rilievi si è occupata la polizia, che ha sottoposto Simone Benetti all’alcoltest, risultato negativo. «Non si riesce a capire come sia stato possibile uscire fuoristrada così: certo la mancanza del guard rail non ha aiutato. E non escludo che sull’asfalto ci fosse una macchia di olio». Saranno le indagini della polizia a fare chiarezza sulla dinamica dell’incidente.
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