Nuova condanna per Turinelli
Da latitante gestiva un traffico di cocaina dal Marocco all’Italia
LIVORNO. Nuova condanna per Mirko Turinelli, la primula rossa dello narcotraffico internazionale, arrestato nel 2009 dopo tre anni di latitanza passati in Marocco. Turinelli, 37 anni, da sei in carcere dopo una maxi condanna a 29 anni poi dimezzata in appello, stavolta era accusato dalla Procura di Livorno di aver fatto da intermediario per un carico di mezzo chilo di cocaina che dall’Africa sarebbe dovuto arrivare in Italia.
Turinelli, difeso dall’avvocato Rolando Rossi, era imputato con la fidanzata, accusata invece di favoreggiamento.
Turinelli che nel corso degli anni ha deciso di collaborare con la giustizia, ha deciso di essere giudicato con rito abbreviato davanti al giudice Ottavio Mosti. Dopo una lunga attesa è arrivata una condanna a due anni e otto mesi di reclusione.
«Una decisone - spiega l’avvocato - che ha visto prevalere le attenuanti generiche sulla recidiva e sul fatto che abbia commesso il fatto da latitante. In ogni caso - conclude - appelleremo la sentenza affinché venga riconosciuta la continuazione con il reato di spaccio internazionale per il quale è stato condannato nell’altro procedimento».
Il livornese era considerato il capo di un'organizzazione criminale sgominata nel 2006 da un'indagine Dda di Genova, che portò a decine di arresti e al sequestro di 781 chili di hashish, per un valore sul mercato dello spaccio di oltre 12 milioni di euro.
Nel luglio 2009, invece, finirono in carcere Simone Sbarra e Antonio Bacchin, secondo gli investigatori i due collaboratori con cui Turinelli aveva preso accordi per portare in Italia mezzo chilo di cocaina. «Sono state le intercettazioni ad incastrare i tre trafficanti», spiegano dalla Procura.
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