Il Tirreno

Livorno

L’sos degli industriali: «L’accordo di programma non basta»

di Mauro Donateo
L’sos degli industriali: «L’accordo di programma non basta»

Livorno Alberto Ricci e Umberto Paoletti comunque soddisfatti per il piano a tempo di record: ora servono progetti con Collesalvetti e Piombino

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LIVORNO. Dati da far paura quelli citati dai vertici di Confindustria, in audizione per la prima volta alla commissione speciale, istituita apposta per fare chiarezza sullo stato dell’economia livornese. I numeri non fanno altro che ribadire un concetto ormai chiaro da tempo: il nostro territorio è in profonda crisi. «Con l’Accordo di programma e gli impegni della Regione speriamo di uscirne, ma sono dei presupposti, che da soli non bastano» afferma il presidente degli industriali Alberto Ricci. Ed è a questo riguardo che l’altro suo collega, il direttore Umberto Paoletti, ipotizza la figura di un tutor per le imprese, ovvero «di una persona che all’interno dell’amministrazione comunale si occupi esclusivamente di interfacciarsi con chi vuole investire e spesso di fronte alla burocrazia non sa come muoversi».

GIÙ L’EDILIZA. Se la crisi non ha guardato in faccia a nessuno è anche vero, però, che alcuni settori sono stati colpiti più duramente. Uno fra tutti è quello delle costruzioni: «Secondo i dati Istat – riferisce Ricci- dal 2008 al 2014 sono stati persi in questo ambito più di 2500 posti di lavoro, che in percentuale significa un 44% in meno di addetti», mentre «le imprese iscritte alle casse edili –continua il presidente- sono calate del 39,15%».

OCCHIO AI NUMERI. Per quanto riguarda il discorso sul tasso di disoccupazione, invece, i dati possono ingannare. «Infatti –aggiunge Ricci- si tratta di un dato falsato, poiché riguarda la provincia di Livorno e non la città, dove il problema è molto più forte». Se nel 2008 si registrava un 5,1%, nel 2011 un 6,4% adesso siamo arrivati all’8,8%, che se confrontato a quello regionale (10,1%) e a quello nazionale (12,7 %) farebbe pensare a una situazione non così negativa. Ma ripeto,i- questi dati sono fatti a livello provinciale. Inoltre, basta guardare all’aumento dei fondi degli ammortizzatori sociali, dove siamo passati da 1 milione circa del 2008 ai 6 milioni del 2014, per capire la gravità della situazione». Il presidente di Confindustria si dice «preoccupato che tali risorse di aiuto stiano finendo», e anche Marco Cannito (Città Diversa) su questo tema interviene: «Occorre trovare una soluzione ponte che ci traghetti verso la piena realizzazione dell’Accordo di programma». La disoccupazione giovanile nel 2014 sarebbe del 29,6%.

GUARDARE OLTRE. Anche i vertici di Confindustria, parlando dell’Accordo non hanno nascosto il soddisfatto stupore per la «velocità con cui è stato raggiunto il risultato, un record considerando i tempi della burocrazia pubblica». Poi dopo la richiesta di Andrea Raspanti (Buongiorno Livorno) «sugli orientamenti di questo accordo», Ricci invita ad ampliare gli orizzonti: «Come minimo si deve considerare Collesalvetti», mentre per Paoletti addirittura «occorre pensare dei progetti con altre realtà di crisi come Massa Carrara e Piombino, per risultare credibili e appetibili agli occhi di investitori e ministeri».

IL TUTOR. Ad essere messa in evidenza è anche un’altra questione: la burocrazia. Tirata in ballo da Marco Galigani (M5S), viene più volte citata sia da Ricci, sia da Paoletti. E non è un caso che entrambi abbiano avanzato una proposta: «Occorre istituire una figura unica all’interno dell’amministrazione –dicono- che sia di sostegno, incentivo e tutoraggio per le imprese che vengono a investire. Non si può far perdere tre anni a una realtà come Masol per colpa della burocrazia: ci vogliono risposte certe e immediate per fare impresa». Infine, dopo l’intervento di Yari De Filicaia (Pd) «sulle necessità di cambiare mentalità in porto sia per le imprese sia per i lavoratori», gli industriali commentano: «Abbandoniamo le vecchie ideologie, diamo spazio a chi ha progetti industriali seri con innovazione e ricerca: dopo l’approvazione del piano regolatore diversi imprenditori hanno cominciato a bussare».

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