Il processo ad Andrea Caracciolo: «I video di Sky mi salvano»
Livorno, si è aperto il dibattimento contro il bomber del Brescia: 17 testimoni ammessi, il giocatore è accusato di oltraggio a pubblico ufficiale durante i playoff del 2013
LIVORNO. La tesi dell’avvocato dell’Airone Andrea Caracciolo è semplice: il mio cliente ha risposto in quel modo perché non sapeva che davanti a sé c’era un agente di polizia.
Ecco perché nella prima udienza del processo nei confronti dell’attaccante e capitano del Brescia, accusato di oltraggio a pubblico ufficiale al termine della semifinale di playoff di serie B persa contro il Livorno il 26 maggio 2013, il legale ha chiesto al giudice Marina Cirese che vengano acquisite le immagini del match trasmesse da Sky sport. «In questo modo - spiega l’avvocato Carlo Beltrani - dimostreremo la nostra tesi». Su questo punto il giudice si è riservato. Mentre ha accolto la lista testi delle parti: in tutto 17 persone tra cui anche l’imputato che dovranno essere ascoltate nelle prossime udienze, a cominciare da quella fissata per il prossimo 23 ottobre.
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Caracciolo, che avrebbe potuto cavarsela pagando 7.500 euro, da versare in 25 rate da 300 euro ciascuna, ha invece scelto di affrontare il dibattimento con il rischio, nel caso di una eventuale condanna, fino a tre anni di reclusione. Al centro dell’accusa lo scatto d’ira che l’attaccante avrebbe avuto dopo il triplice fischio finale dell’arbitro Marco di Bello che segnò anche l’eliminazione della sua squadra dalla finale promozione.
Prima il giocatore avrebbe calciato la palla con forza colpendo un volontario della Misericordia che in quel momento era a bordo campo e successivamente si sarebbe rivolto con frasi ingiuriose all’allora vice questore Paolo Rossi che vedendo il gesto del giocatore gli aveva consigliato di tenere un comportamento più consono al momento e al suo ruolo.
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