Gioco
Gara podìstia: vince chi riesce a scappà da Livorno
Artro che "ViviCittà", qui cèà tutto forché la vita. Conviene dassela a gambe senza vortassi 'ndietro
Dassela a gambe. Scappà da Livorno e dell’Italia. Con questo spirito è nata la nuova gara podìstia – riservata a chi se la sente – per fuggì dalla città. Un po’ come nei firmi dell’anni ’70, strizzando l’occhio alla “ViviCittà” s’è pensato di chiamalla “Sfida nella città morta” o “Fuga dalla città dei morti viventi"... Perché, sarà che ir mondo migliora... Sarà che c’è la ripresa... Sarà che abbiamo svoltato... Sarà che s’è cambiato e si ‘ambia. A me mi pare che vivi, da qui, ‘n se ne esca. Sicché c’è la gara: si piglia, si parte e si ‘orre. Si va proprio via. Più lontano che si pòle. Tanto qui, prospettive, ‘un ce ne sono. All’inizio si pensava di fa’ una semplice maratona, ma poi ci s’è ragionato – ‘un conviene mia: se fai 42 km e 195 metri arrivi diretto ‘n Versilia e lì, fra i ‘omuni dissestati di Forte de’ Marmi e di Viareggio, è guasi peggio che qui! Sicché conviene allontanassi proprio. Ma dove vai? La probabilità di passà “dalla padella alla brace” è più arta di vella d’una bistecca alla scampagnata. Sicché, con un occhio alla “Lunga Marcia” di Stephen King s’è detto: si ‘orre senza fermassi, fin dove si pòle. Meglio anche se con le valigie a spalla. In pratica è come emigrà, ma senza ir costo dell’aereo o der barcone. E’ la nuova frontiera dello sport: sopravvive’, ar galoppo
La peggio frase di tutte è "Già che ti vedo" - di Paola Pasqui
Esistono bizzarre figure che ci devastano l’esistenza da quando nasciamo a quando tiriamo le cuoia e che denominerei i ‘Già che ti vedo’, (per brevità GCTV) visto che iniziano così ogni discorso. I GCTV cominciano fin da piccini a tediarvi con argomenti di cui voi non avete voglia di ragionà in momenti che di solito volevate dedicare al relax o allo svago. Se liceali, appena consegnato l’odioso compito di matematica e in procinto di degustare la schiacciata, vi piomberà addosso un GCTV teen ager che vi vorrà sottoporre le sue soluzioni per confrontà se avete fatto bene (ripeto: il compito ormai è consegnato, non ci si può più fare nulla), all’università vi assillerà con interessanti dissertazioni sulla filologia germanica, proprio nell’istante stesso in cui voi avete finalmente sostenuto l’esame e dato foo al libro; mentre state pedinando l’amore folle della vostra gioventù, il GCTV vi bloccherà per ragionavvi delle imminenti elezioni regionali. Ma è nelle pause di lavoro che il GCTV dà il meglio di sé. Ormai è adulto, è molto maturato, e riesce a sfracassarvi anche con poco tempo a disposizione. Ed è per questo che, da vero professionista, vi braccherà alla macchinetta der caffè e, già che vi vede, vi ragionerà di lavoro in modo pedante e insistente e si farà anche pagà un orzo macchiato, aibò. Se poi però ci pigliate anche la cabina insieme l’estate, a quer punto un gocciolino ve le cercate
Non spregiate ir Marinaio - di Consalvo Noberini
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Ha detto 'r Sinda'o che se becca 'n'antra vorta varcuno a spregia' 'r Monumento ar Marinaio, l'acchecchina pelle feste. Basta mettini ir rossetto, ir rimme' all'occhi e fanni 'baffi! Quer disgraziato, bianco 'me 'n morto, stava di 'asa a' Lupi e ora è lì a piglia' 'r sole. Sì lo so che a no' livornesi un ci garba le divise, che 'r tri'olore un s'adopera nemmeno vando l'Italia vince 'r mondiale, che ner '60 s'è fatto le puntate co' para'adutisti perché cantavano "Giovinezza", e che ora ci garbano perché bevano 'r ponce a' circolini dell'Arci e cianno 'figlioli che si 'hiamano Yuri e vanno in curva norde colla bandiera der Che. Ma l'arte merita rispetto. Certo noi si preferiva di più la statua der profeta Lucarelli cor su' libbro 'n mano: "Ridatimi 'vadrini", o 'r monumento ar serfista , o all'heppyauarman, o a Giessi'a sulla Smarte, o ar cane ignoto. Riguardo poi alle polemi'he sulla funzione della statua, la risposta l'ha data'r Nogarinne stesso che nell'occhi der marinaio cià stioccato du' senzori collegati 'oll'lstatte, per riferinni in tempo reale 'r movimento sul lungomare di penzionati, maratoneti e cassintegrati alfine di fa' figura' Livorno ar primo posto nella crassifi'a delle spalle tonde.
Fast & Furious a dumila - di Claudio Marmugi
La saga di firmi di corse ‘n macchina hollywoodiane, Fast & Furious, è arrivata ar settimo capitolo, ma gli amerìani, è ‘nutile, non possano nulla contro l’indisciplina livornese. In città “Fast & Furious” sarà almeno ar numero settanta, anzi settecento, facciamo dumila. Noi a Vin Disel ni si va via di sgommata. Qui le ‘orse le fanno ovunque. Ogni strada è bona per un Gran Premio. E’ nell’anima del livornese: andà ‘n macchina come ‘mbecilli è nostra prerogativa. Donne e omini, è uguale: qui la parità s’è raggiunta – siamo tutti teppisti. Ci son certe donne con la Smart pensano di stà a cavalcioni d’un missile: fanno 300, ma no di velocità, proprio “300” ir firme, guidano garose come i guerrieri di Leonida alle Termopili. C’è gente usa ir Suvve come ‘n ariete. Io non ne posso più. Penso, davvero, se venisse ir protagonista di “Fast & Furious” sur viale Italia o in certe stradine dell’Origine sarebbe ‘n imbarazzo. Arriva Vin Disel, inchioda e fa: “Io sono Toretto e guido la macchina veloce”. E il livornese: “Io son der Sagittario e ‘mpenno ir muletto”. Cosa ni vuoi risponde’ a uno così? Ha vinto lui, artro che Vin Disel!
Livornesi alla ricerca disperata di "ponti" - di Gino Vaànziero
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Finita la Pasqua tutti guardano di ‘olpo alle prossime vacanze. A parte le ferie (che uno cerca di piglialle quando più ni fa comodo, o almeno, un tempo lontano era così), l’occhio del livornese assetato di festicciole va irrimediabilmente a cercà i “ponti”. Il livornese è fissato coi ponti, e nel suo piccolo pensa che “Ir ponte sur fiume Kwai” sia stata una vaànza lunga cor rafting compreso, e che “I ponti di Madison County” sia una città dove dar giovedì alla domenia, di tutte le settimane, ‘un si lavora. E subito la domanda del livornese medio, esauritosi il binomio Pasqua/Pasquetta diventa: “Ma quando viene ir 25 aprile?” per poi tramutarsi in “E come cade ir primo maggio?”, che diventa “E Santa Giulia?”, che si trasforma ner: “E ir 2 giugno?”. Poi si ragiona di ar volo di come casca Ferragosto, finché la domanda, ‘mprovvisamente, non si tramuta in “E Natale come viene?”. Perché il livornese, cor cervello, è già laggiù – sente già i pastori ‘ntonà “Tu scendi dalle stelle”. Ma quando scopre che ir 25 aprile vien di sabato (come anche ir Ferragosto),s’innervosisce, perché ir ponte ‘un ni ci viene bene. E’ ‘n ponticello. E’ un guado. E’ ‘na passerella. Lui vòle ir “Passaggio a Nord-Ovest”, artro che la viuzza di ‘ampagna! Quarche giorno ir ponte se lo fa mette’ ‘n bocca per avello sempre a portata di mano. Così quando dice: “Boia, avrei bisogno d’un ber ponte” ce l’ha sulla punta della lingua perdavvero!
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