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Livorno

Scontro tra Cepparello e sindaco «Ci ha nascosto il ricorso di Ato»

di Juna Goti
Scontro tra Cepparello e sindaco «Ci ha nascosto il ricorso di Ato»

La presidente del consiglio convoca i capigruppo e rivendica il diritto dell'assemblea all’informazione «Ci sono due ricorsi al Tar contro gli atti sui rifiuti, omissione grave da parte dell’amministrazione»

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LIVORNO. Scoppia lo scontro istituzionale dopo la notizia pubblicata dal Tirreno sul ricorso al Tar promosso da Ato Toscana Costa contro il Comune di Livorno. Al centro del ricorso – anzi due ricorsi – ci sono gli atti votati dal consiglio comunale, a maggioranza Cinque Stelle, per mantenere la gestione dei rifiuti in capo ad Aamps o comunque per rivedere il percorso già intrapreso negli anni passati da Comune e Aamps con Reti ambiente: la nuova maggioranza di governo in sostanza chiede di andare verso un gestore di area vasta che sia tutto pubblico e non verso una società mista pubblico-privato, come previsto.

Peccato, però, che di questi ricorsi, arrivati da tempo sulla scrivania dei vertici dell’amministrazione, non fosse stata informata neppure la presidente del consiglio comunale, Giovanna Cepparello, che ieri ha convocato i capigruppo e scritto al sindaco.

«Ho appreso stamani, incidentalmente, dalla stampa – spiega Cepparello – che Ato Toscana Costa ha fatto ricorso al Tar contro il Comune di Livorno, chiedendo l’annullamento della delibera 225 votata dal consiglio comunale il 23 dicembre 2014. Tale atto – ricorda – impegnava sindaco e giunta ad attivarsi per mantenere l’affidamento in house dei servizi di gestione dei rifiuti e igiene ambientale. Mi sono quindi rivolta all’avvocatura del Comune chiedendo copia del ricorso, per scoprire che già il 28 novembre del 2014 Ato Toscana Costa aveva notificato un primo ricorso al Comune di Livorno, nella persona del sindaco, impugnando, tra le altre cose, la delibera 108 del consiglio comunale, con cui venivano approvate le Linee programmatiche di governo (nelle quali già si parlava del mantenimento dell’affidamento in house dei servizi di gestione dei rifiuti e igiene ambientale)».

Esistono quindi due ricorsi pendenti contro il Comune, per chiedere l’annullamento di atti approvati dal consiglio, «rispetto ai quali – si arrabbia Cepparello – l’ufficio di presidenza e quindi, presumibilmente, i consiglieri non sono stati in alcun modo informati».

Così ecco lo scontro istituzionale: «Si tratta di una omissione grave – interviene Cepparello – tanto più se si considera che proprio recentemente il consiglio comunale è stato chiamato ad esprimersi su una deliberazione proposta dalla giunta e avente per oggetto il Piano operativo di razionalizzazione delle società e delle partecipazioni societarie, il cui contenuto è strettamente collegato a quanto sostenuto nei due ricorsi promossi da Ato Toscana Costa».

«Non voglio in questa sede entrare nel merito della questione – sottolinea la presidente – anche per non venir meno al mio ruolo, che è e deve rimanere assolutamente sopra le parti». Ma, evidenzia, «il problema che si pone è di metodo» e su questo «sento il dovere di intervenire in modo chiaro e fermo: il consiglio comunale, organo di fondamentale importanza all’interno del Comune, cui la legge attribuisce funzioni di indirizzo e controllo, non può essere tenuto all’oscuro di questioni che sono ovviamente rilevanti rispetto alla sua attività».

Così, «anche a nome dei vicepresidenti e dei capigruppo», comprendendo quindi evidentemente anche esponenti del gruppo a Cinque Stelle, «desidero rivendicare la necessità di un’informazione chiara e completa sulle materie di competenza consiliare da parte del sindaco, della giunta e della segreteria generale». Perché, conclude la presidente del consiglio, «proprio la trasparenza e l’informazione sono condizioni imprescindibili per garantire le prerogative dell'assemblea eletta dai cittadini».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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