Il Tirreno

Livorno

Oggi piscine in sciopero «Ma potrebbero aprire»

di Giulio Corsi
Oggi piscine in sciopero «Ma potrebbero aprire»

La denuncia dei sindacati: «L’adesione alla protesta è totale, sarebbe gravissimo che gli impianti venissero fatti funzionare dai precari delle società sportive»

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LIVORNO. Oggi i lavoratori delle piscine comunali di via della Bastia e di via dei Pensieri incrocieranno le braccia per lo sciopero indetto dopo il licenziamento di sei lavoratori (su un organico di 29) da parte dell’Officina dello Sport, la società che gestisce le strutture dal 2010. I sindacati prevedono un’adesione pressoché totale alla protesta e dunque impianti serrati. Ma non è escluso - temono Cigl e Cisl - che alla fine le piscine possano aprire lo stesso. In che modo? Attraverso l’uso di personale delle società sportive che fanno attività all’interno degli impianti.

«Siamo curiosi di verificare se anche con lo sciopero del personale, gli impianti di proprietà pubblica resteranno aperti "chiavi in mano" a questi "lavoratori non lavoratori», dicono Beppe Luongo e Alberto Faccendoni, delle segreterie Slc e Fisascat. «Sarebbe una decisione gravissima, anche dal punto di vista del controllo di una struttura pubblica», aggiungono i due sindacalisti.

L’aria resta molto tesa e le dichiarazioni del presidente di Officina dello Sport Roberto Fedeli sul Tirreno di ieri in merito alla disponibilità a una riassunzione dei sei licenziati (a patto che i lavoratori accettino l’internalizzazione del servizio di pulizie) se da un lato ha aperto uno spiraglio, dall’altro hanno acuito la rabbia di molti lavoratori.

«A me non è arrivata nessuna proposta - spiega Luongo - né risulta che sia arrivata ai lavoratori. E’ chiaro che un'apertura va sempre verificata e dunque siamo pronti a sederci ad un nuovo tavolo. Una cosa però è bene chiarirla: se la società vuole, come credo, riassumere dei primi livelli 5 livelli più bassi, si tratta di un modo mirato per farsi dire di no da qualcuno non gradito».

La proposta, come avevamo raccontato ieri e a suo tempo, era già stata avanzata ai lavoratori a fine 2014. «Ma era generica, incentrata sul concetto che tutti devono fare tutto, compresi i turni delle pulizie - continua Luongo -. Noi abbiamo dato l’ok ad approfondire, chiedendo però di dirci quali sarebbero stati i turni e quale impegno di carattere complessivo ciò avrebbe comportato. E invece la cosa grave è che non è mai stato presentato un piano organizzativo in cui si chiarisse l’organizzazione dettagliata del lavoro. Ci hanno sempre detto che ne avremmo parlato dopo aver ricevuto la disponibilità alla reinternalizzazione e l’assemblea giustamente non ha avallato. Non va dimenticato tra l’altro che molte competenze presenti tra i lavoratori delle piscine sono state nel tempo impoverite, primi livelli si sono trovati demansionati in maniera grave».

Se Fedeli ha respinto al mittente le accuse di utilizzo di personale precario al posto dei lavoratori di Officina, i sindacati confermano. «Ribadiamo che per mesi e con turnazioni formali, gli istruttori, in forza a società sportive, più o meno regolarmente retribuiti con un forfettario (sfuggendo all'applicazione del contratto di categoria) hanno sostituito i dipendenti dell'Officina dello Sport che da quel contratto sono tutelati. Oggi gli stessi precari di ieri hanno semplicemente "regolarizzato" il proprio status perché si sono iscritti a un'agenzia di lavoro interinale che almeno un po' di contributi all'Inps li deve versare. E’ un giochino facile facile, che non cambia di molto la sostanza del problema. E che abbiamo denunciato in questi giorni all’ispettorato del lavoro che presto, immaginiamo, farà le sue visite in piscina».

Stamani davanti alle piscine i lavoratori faranno un volantinaggio per far conoscere ai cittadini livornesi la propria situazione. Ma anche per lanciare un messaggio ad Officina dello Sport: «A questa società, che ha cambiato più volte i suoi assetti interni e vari "direttori", lanciamo una sfida più alta, che riguarda tutti i 23 dipendenti - dicono - : siete capaci di rilanciare, accogliere e incrementare la voglia di nuotare dei livornesi? Siete capaci non di ridurre ma di ampliare i servizi e le offerte come avevate promesso? Siete capaci di attrarre iniziative e, alla fine, di recuperare quel deficit di un milione di euro che manca dalla cassa e che è il vero motivo della crisi?»

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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