Gioco
In silenzio per ricordare le 140 vittime
Presidio davanti al Duomo mentre in Senato arriva il primo via libera alla commissione d’inchiesta. Nogarin: trovare la verità
LIVORNO. Presidio silenzioso ieri pomeriggio in piazza Grande per ricordare le vittime del Moby Prince, alla vigilia del 24° anniversario della tragedia. I manifestanti si sono vestiti di nero e hanno tenuto in mano un cartello con scritto "Verità per il Moby Prince, #Iosono141", con stampata dietro una lettera aperta di Loris Rispoli, presidente dell'associazione delle vittime "140". Una «chiamata alla memoria», organizzata dall' associazione Effetto Collaterale, per coinvolgere la città proprio in vista della commemorazione di oggi. Al presidio hanno preso parte anche la vicesindaco Stella Sorgente, alcuni assessori e consiglieri comunali di maggioranza e opposizione.
«Vogliamo partecipare a questo anniversario in modo diverso – hanno spiegato gli organizzatori – vogliamo farlo fuori dai teatri e dentro la nostra città, lanciando una chiamata alla memoria che coinvolga i cittadini in un'azione collettiva. Insieme ricorderemo, insieme ci incontreremo sulla strada della legalità, della verità e della giustizia».
Proprio poco prima che prendesse forma il presidio, ieri in Senato è arrivato il primo via libera all'istituzione della commissione d'inchiesta sul Moby Prince, deliberata all'unanimità dalla Commissione Lavori pubblici di Palazzo Madama. Lo ha comunicato il capogruppo del Pd, Marco Filippi, relatore del provvedimento, ricordando che oggi ricorre il ventiquattresimo anniversario della strage. Il parlamentare livornese si è detto convinto che la commissione «potrà dare un contributo importante per conoscere finalmente la verità su quella tragedia che costò la vita a 140 persone». Ora manca solo l'approvazione da parte dell'aula. «Che ancora oggi non si sia arrivati ad avere parole di certezza definitiva sulla meccanica e sulle cause dell'incidente e dell'incendio – ha aggiunto Filippi – non deve scoraggiare dalla ricerca di tutti gli elementi utili, per aiutare i familiari delle vittime a ottenere finalmente verità e giustizia».
«Mi auguro che la costituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta – ha scritto ieri pomeriggio il sindaco Filippo Nogarin – possa ora finalmente accertare le responsabilità di questo evento drammatico che certamente non può essere ascritto al caso». «Due – ha sottolineato – sono oggi le mie speranze: prima di tutto che, con la commissione d'inchiesta, questo 24° possa rappresentare l'anniversario della svolta, e il muro delle menzogne e dei silenzi possa incontrare finalmente quella crepa forte e profonda capace di abbatterlo una volta per tutte; poi che i livornesi, che conosco come persone generose, accoglienti, ostili da sempre alle ingiustizie, alle sopraffazioni e alle menzogne, facciano sentire la loro presenza concreta al fianco dei familiari delle vittime durante il corteo, portando loro l'abbraccio fraterno della città e gridando forte, una volta di più e caparbiamente, le parole “verità” e “giustizia”, anche oltre i confini di Livorno». «Non esiste democrazia – ha concluso – senza partecipazione: #iosono141».
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