Sicurezza
Il 2014 è stato l’anno della svolta
Nella relazione di Provinciali il ritorno di Zim, l’entrata di Msc e Grimaldi, il salvataggio di Alp
LIVORNO. Le grandi opere, il salvataggio dell'Alp e l'integrazione con l'interporto. E’ su questi tre temi che il segretario generale di Port Authority Massimo Provinciali ha incentrato ieri la relazione sulle attività 2014 del nostro scalo presentata e approvata dal comitato portuale.
Provinciali ha parlato di un «momento particolarmente positivo per Livorno, che trova conferma non soltanto nel rinnovato interesse di molti operatori per lo scalo labronico, ma anche nell'impegno concreto degli uffici dell'Autorità Portuale a portare a termine, con successo, gran parte dei compiti».
«Se oggi Livorno si trova davanti alle reale opportunità di invertire la propria rotta e di imporsi all'attenzione degli operatori internazionali - ha detto Provinciali - lo dobbiamo anche a quanto siamo riusciti a seminare nel 2014».
Le opere infrastrutturali. La lista snocciolata da Provinciali è lunga: completamento della banchina della Sponda Est della Darsena Toscana (lavori ultimati a marzo del 2014), banchinamento della Darsena Calafati (lavori avviati nel 2014 e terminati all'inizio dell'anno successivo), realizzazione del cunicolo e l'attraversamento con microtunnel del canale di accesso (gare giù aggiudicate), consolidamento della banchina del pontile 12 a radice della Darsena Petroli (aggiudicata), la costruzione della seconda vasca di colmata (terminata a marzo) e l'escavo del canale tra la Darsena Nuova e la Banchina (opera terminata). «L'elenco sarebbe molto più lungo se ad esso si aggiungessero tutte le attività di manutenzione ordinaria e straordinaria del porto e quelle di dragaggio», ha aggiunto Provinciali, tra cui l'escavo dell'area antistante il lato nord del Molo Italia e l'approfondimento del primo lotto della banchina prospiciente la Torre del Marzocco.
L’anno della svolta. «In questi ultimi anni - è la riflessione che il segretario generale ha consegnato al comitato portuale -, abbiamo messo a disposizione del porto competenze, professionalità e risorse economiche, e lo abbiamo fatto nella speranza di riuscire a rendere il nostro scalo sempre più competitivo e dinamico. I recenti avvenimenti sembrano darci ragione».
Il riferimento è al ritorno della compagnia israeliana Zim, all'ingresso di Msc e Grimaldi nelle compagini societarie di Lorenzini e Sintermar, ai recenti insediamenti delle multinazionali Masol in porto e della General Eletric all'Interporto, ai collegamenti con la Uasc e, soprattutto, all'approvazione finale del Piano Regolatore Portuale da parte del Consiglio Regionale, avvenuta a fine marzo.
Lo sviluppo ferroviario. Entro fine anno Livorno avrà anche una moderna stazione ferroviaria in Darsena Toscana e un collegamento diretto con la linea Roma-Genova, lato Pisa. E parallelamente - ha aggiunto Provinciali - è stato attivato un filone di opere di infrastrutturazione ferroviaria che collegherà la linea Tirrenica all'Interporto Amerigo Vespucci. Si tratta del progetto "Raccordo", col quale sarà possibile realizzare tre cose: un bypass col quale separare a Pisa il traffico passeggeri da quello cargo; la connessione ferroviaria tra l'Interporto Vespucci e la Pisa-Collesalvetti-Vada e lo scavalco della linea tirrenica.
Leader nel gas naturale. Il numero due di palazzo Rosciano ha evidenziato come nel 2014 «siano stati avviati progetti di livello internazionale sul fronte del rifornimento, deposito e distribuzione dell'Lng». «L'attività svolta in questi ultimi tre anni in nel settore dell'energia - ha spiegato Provinciali - ha permesso di definire un piano strategico di investimenti e servizi per l'Lng nel porto di Livorno. Siamo stati i primi in Italia ad aver realizzato uno studio di fattibilità relativo ad infrastrutture di deposito e refuelling di gas naturale liquefatto e oggi possiamo dire di aver assunto un ruolo centrale in molti progetti comunitari».
Il salvataggio di Alp. Ultimo capitolo della relazione il piano messo in piedi dall'Authority per salvare l'Alp: «L'ingresso da parte dell'Authority nella compagine societaria dell'articolo 17, con il 49% delle quote, ha permesso alla società fornitrice di manodopera in porto di continuare a svolgere la propria attività regolarmente, senza ripercussioni negative per il personale».
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