Il Tirreno

Livorno

«Riassumeremo i 6 licenziati, se accettano di pulire le piscine»

di Giulio Corsi
«Riassumeremo i 6 licenziati, se accettano di pulire le piscine»

Livorno, il presidente di Officina dello Sport rilancia la proposta di reinternalizzare il servizio di pulizia. «Ricavi calati di un milione e assenteismo al 22%, vanno rese produttive le ore lavorate»

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LIVORNO. «Ogni anno spendiamo 150mila euro per le pulizie delle piscine che sono affidate in appalto ad una ditta esterna. Se quel servizio fosse reinternalizzato, siamo pronti a ritirare i sei licenziamenti». Roberto Fedeli, numero uno di Officina dello Sport - la società che gestisce i due impianti di via dei Pensieri e quello della Bastia -, già alla fine dell’anno scorso si è visto respingere la proposta dall’assemblea dei lavoratori, ma ora prova a rilanciarla. «Per noi è ancora valida», dice.

La situazione è tesa. Dalla scorsa settimana l’organico è stato tagliato di sei unità, anche se per adesso è rimasto a casa un solo dipendente, dato che tre sono in malattia e uno in aspettativa e per loro il rapporto di lavoro terminerà al momento del rientro, mentre per una sesta lavoratrice il licenziamento scatterà tra due mesi.

E’ talmente tesa, che domani Bastia, Camalich e Neri resteranno chiuse per lo sciopero indetto da Cgil e Cisl, tra i disagi per le centinaia di utenti degli impianti, e un certo imbarazzo da parte dell’amministrazione comunale, se è vero - come evidenziano i sindacati - che col taglio di sei persone la società scenderebbe sotto il numero dei dipendenti previsti dalla convenzione col Comune di Livorno.

C’è una via d’uscita? Secondo il presidente di Officina dello Sport sì. «Da parte nostra la disponibilità a rivedere il numero degli esuberi è massima e d’altra parte siamo già scesi dai 9 iniziali a 6 - sottolinea Fedeli -. Con i 150mila euro delle pulizie pagheremmo diversi stipendi e saremmo in grado di mantenere i livelli occupazionali».

Troppe ore improduttive. Per molti lavoratori si tratterebbe di un demansionamento e oltretutto si andrebbero ad aumentare i carichi di lavoro. Ma la risposta di Fedeli non lascia spazio a interpretazioni: «A parte il fatto che abbiamo proposto la costituzione di un gruppo di lavoro, a rotazione semestrale o annuale, dedicato allo svolgimento del servizio di pulizia, il quadro da cui dobbiamo partire è che abbiamo numerosi dipendenti full time, a 40 ore settimanali per 12 mesi l’anno in una situazione in cui le piscine non sono aperte 12 mesi l’anno e hanno in diversi momenti grossi cali di lavoro. E’ evidente che c’è una fetta di improduttività. Il nostro obiettivo è ottimizzare le risorse e rendere produttive tutte le ore lavorate. Ecco che quelle che avanzano potrebbero essere utilizzate nei servizi reinternalizzati. D’altra parte è già capitato: gli attuali manutentori erano gli assistenti bagnanti che si sono specializzati in questo settore. La stessa proposta l’abbiamo fatta per le pulizie ma è stata rigettata. Con tutto il rispetto per le scelte dell’assemblea, siamo stati costretti a procedere con la mobilità».

Manca un milione di incassi. E’ il contesto il punto di partenza che Officina dello Sport rimarca: «Negli ultimi cinque anni - spiega Fedeli - la crisi economica ha prodotto una forte riduzione della presenza degli utenti, e dunque una forte riduzione dei ricavi nei due impianti». I dati parlano di un'attività in calo del 50%, «circa un milione di fatturato in meno - spiega il presidente di Ods - rispetto allo storico, mentre i costi sono rimasti invariati».

«In questa situazione abbiamo investito, così come l’ha fatto l’amministrazione comunale per tutelare il proprio patrimonio, ma allo stesso tempo abbiamo avviato un percorso per ottimizzare le risorse, compresa una riorganizzazione funzionale del personale. E’ in questo quadro che sta la nostra necessità di rendere produttive tutte le ore».

Assenteismo due volte sopra la media. C’è un elemento che Fedeli sottolinea: l’assenteismo. E pur cercando di non calcare troppo i toni, non nasconde che «un dato così aumenta il costo del lavoro».

«L’assenteismo si attesta stabilmente intorno al 22% sul totale delle ore lavoro-anno - denuncia Fedeli - contro una media nazionale del settore che non supera il 10%. Credo che già superare la doppia cifra sarebbe preoccupante, qui siamo abbondantemente sopra, con tutti i disagi nell’organizzazione che ciò può comportare. Non voglio addentrarmi in commenti, perché quando uno sta male, sta male. L’incognita tuttavia davanti a numeri di questo tipo, rimane».

Nessun precario al posto dei licenziati. «E’ inaccettabile il ricorso all’applicazione di personale precario in sostituzione dei licenziati», denunciano i sindacati. Cosa risponde la società? Un’ipotesi che non ha fondamento, dice Fedeli. «Non sono previste terziarizzazioni di lavori che venivano svolti dal personale in mobilità, né ci saranno assunzioni di precari - dice -. E’ chiaro che se c’è da sostituire un’assenza di tre giorni per malattia dobbiamo ricorrere ai ripari rivolgendoci all’agenzia interinale, ma se la sostituzione dev’essere di una maternità di sei mesi ripescheremo da chi è stato messo in mobilità».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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