Italia
L’Osservatorio a Nogarin «Rimpasto per cambiare»
«A dieci mesi dalle elezioni si registrano continuità e atti contrari alle promesse» Dito puntato contro la votazione sul porto e l’atteso cambio di rotta sull’ospedale
LIVORNO. «Trascorsi dieci mesi dalle elezioni ci rendiamo conto che non tutto ciò che speravamo poteva essere realizzato, ma non pensavamo che avremmo dovuto trasformarci in un osservatorio della continuità e della conservazione delle scelte passate...». La dura critica all’amministrazione guidata da Filippo Nogarin questa volta non arriva dai banchi delle opposizioni. Arriva da Daria Faggi, Tommaso Tocchini, Leonardo Bertelli dell’Osservatorio trasformazioni urbane. In altre parole da alcune di quelle voci che hanno sostenuto con più forza il cambio ai vertici di Palazzo Civico.
La lunga nota che hanno diffuso ieri inizia così: «Noi speravamo. Speravamo che con le elezioni amministrative e con l'allontanamento dei gruppi di potere che avevano soffocato la nostra città negli ultimi vent’anni, avremmo respirato aria nuova e più sana. Speravamo che le promesse elettorali dei nuovi amministratori trovassero chiara manifestazione: la partecipazione dei cittadini, la conservazione e non vendita dei beni di proprietà pubblica, la realizzazione di un nuovo ospedale nella attuale sede di via Alfieri, la realizzazione del porto turistico nel Mediceo, l'apertura dell'Urban Center, la conservazione delle sedi delle circoscrizioni come luoghi della partecipazione attiva, cioè tutte le scelte su cui da tempo l'Osservatorio si era favorevolmente espresso, dando il proprio contributo alla campagna elettorale».
«A Livorno invece – scrivono Bertelli, Faggi e Tocchini – pare che la nuova amministrazione non lotti per il cambiamento obbedendo alle imposizioni della “troika” locale («Regione, Pd, Autorità Portuale», scrivono) portando a compimento le politiche del passato».
Un esempio concreto, secondo i rappresentanti dell’Osservatorio, è stata la recente approvazione, «senza modifiche possibili e necessarie», della variante anticipatrice, con il via libera al Piano regolatore portuale, «sottoscrivendo – sostengono – un accordo di pianificazione che espropria il Comune di parte delle sue prerogative e competenze insieme ad un accordo integrativo privo di contenuti e aggiustamenti che, tra l'altro, non compare in alcun atto di governo e quindi inutile, con piena soddisfazione della Regione, del Pd e dell'Autorità portuale».
Dall’Osservatorio puntano il dito contro quelli che vengono definiti «atti che vanno in senso opposto alle promesse». In particolare «l'elenco degli immobili oggetto del Piano delle alienazioni e valorizzazioni del patrimonio comunale per il triennio 2015-2017, approvato dalla maggioranza con apposita deliberazione» perché «in tale atto si manifestano gli elementi della continuità e della nostra delusione: vi compare la messa in vendita della circoscrizione 4 con appartamenti vuoti di edilizia residenziale pubblica, la ex sede della circoscrizione 3 in via Corsica, così come altri piccoli e grandi alloggi che potrebbero essere utilizzati per l’emergenza casa». «Viene posto in “valorizzazione e riqualificazione” – sottolineano – il complesso della villa Morazzana con un’ area di pertinenza di oltre tre ettari», ma «ciò che sconcerta è la confermata vendita delle aree e pertinenze connesse con la realizzazione dell’ospedale nuovo a Montenero, con la conseguente demolizione del Pascoli, in una operazione di scambio con l’Asl 6 di sicura perdita per il Comune, così come di aree e immobili tra via del Fagiano e viale Marconi legati alla realizzazione dell’ospedale nuovo». «In tali scelte – concludono con tono polemico – cosa differenzia la nuova amministrazione dalla precedente?».
«Noi non abbiamo cambiato idea su quanto va trasformato in questa città per uscire dal degrado». Così ecco un “suggerimento” che non passa inosservato: «Continueremo a incalzare la nuova giunta e la maggioranza che, se da sola non ha la forza, deve trovarla attraverso bilanci e processi partecipativi, deve trovare il coraggio delle scelte promesse nonostante le troike e le resistenze della burocrazia, anche a costo di rimpasti e sostituzioni, per realizzare il cambiamento....»
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