Gioco
«Investire di più sulle eccellenze»
La sfida del presidente, tra il ko delle Province e la statalizzazione
LIVORNO. «Quello che ci aspettiamo è che si investa davvero sulle eccellenze del territorio: primo interlocutore in questo senso, oltre al Comune, non potrà che essere la Regione». Parla già al plurale, da coach del Mascagni, il neopresidente Marco Luise. Oggi incontrerà il direttore Stefano Guidi e inizierà ufficialmente il suo lavoro in via Galilei.
«Il direttore – commenta subito dopo l’annuncio da Roma – mi aveva chiesto la disponibilità, così come aveva fatto con gli altri candidati. È difficile sottrarsi a una richiesta del genere se si ha a cuore la vita e il futuro della città...». Un professore ordinario di Telecomunicazioni che ha piedi ancorati sulle basi di ingegneria e gli occhi che guardano verso le spazio (ha contribuito a fondare l’associazione Toscana Spazio, che presiede): che ci fa al Mascagni? «Forse – si racconta – molti mi conoscono meglio sotto una veste diversa, per la mia attività di ricercatore e di docente all’Università di Pisa. Ma chi mi conosce meglio sa che sono musicofilo fin dalla tenera età e che questo, forse, sarebbe stato il mio mestiere, se non ci fosse stato il principale. Ho sempre seguito da vicino le “cose musicali” della città e per spirito di servizio ho dato la mia disponibilità a stare nella terna. Il ministero mi ha scelto e sono molto contento». Suona le tastiere, l’organo elettronico. Da anni presiede la fondazione musicale Taddei, che assegna borse di studio a giovani musicisti.
«Questa occasione è stata un po’ un ritorno ai vecchi amori», dice. Ma anche una sfida importante in un momento delicatissimo per il Mascagni.
«Il punto nodale – ripercorre – sta nella dissoluzione delle Province: per il Mascagni la presenza della Provincia, anche dal punto di vista del sostegno finanziario, era molto importante, a differenza di altri istituti musicali pareggiati che risentono meno di questo passaggio epocale delle Province». Che sono in fase di dismissione. «Una delle azioni che ha portato avanti il mio predecessore Ricci – ricorda – è stato l’avviamento della statalizzazione, percorso del quale è stato il punto di riferimento a livello nazionale. Ed è qui che dovremo un po’ “inventare”, essere bravi...». «Sarà infatti difficile – sottolinea – che tutti gli istituti superiori non statali vengano statalizzati senza colpo ferire e senza cambiare niente, come l’organigramma. Qui starà la sfida: cercare di gestire questa transizione in modo favorevole per Livorno e per l’istituto». Considerando che, sottolinea, «nel panorama nazionale degli istituti pareggiati il Mascagni a mio giudizio sta tra i primi: non è solo una questione di cifre, ma di qualità». «In questo senso – conclude – non si potrà che chiedere un investimento sulle eccellenze da parte del Comune e della Regione: ci aspettiamo che si investa davvero sulle eccellenze della città, ci sarà forse da fare qualche scelta dolorosa per chi la subirà, ma è meglio concentrarsi su alcune iniziativa di eccellenza riconosciuta piuttosto che disperdere risorse cercando di puntellare a destra e a sinistra con il rischio di veder crollare tutto insieme».
(j.g.)
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