La protesta
Addio Blue Room: al posto del night ristorante e disco (che assumono)
Livorno, per oltre mezzo secolo è stato il simbolo delle notti proibite in città, ora l’Acquarius sostituisce le saracinesche con le vetrate e rende accessibile la super terrazza sul mare. Si cercano camerieri e personale di cucina, ecco come fare domanda
LIVORNO. Le saracinesche grigie e altissime impregnate di polvere e salmastro ormai facevano parte del colpo d’occhio del tratto più degradato del nostro lungomare, ma ora che non ci sono più e da quegli enormi finestroni si ammira l’orizzonte, quella struttura bianca, squadrata, dal design fascista assume d’un tratto un altro aspetto. E’ la luce che filtra dal mare e arriva al controviale a fare la differenza, e in qualche modo rappresenta la metamorfosi del regno della notte, del proibito, del segreto in un luogo che adesso vivrà di giorno, il night club che spalanca le tende, toglie i veli, spegne le luci rosse per far posto al ristorante illuminato dal sole, dal faro e dalle candele, con affaccio sul mare, sulla Vegliaia e sull’imboccatura del porto.
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Non è esagerato scrivere che è un pezzo di storia di Livorno che volta pagina: perché il Blue Room ha comunque rappresentato un simbolo, attraversando almeno quattro generazioni e accogliendo notte dopo notte ai suoi tavoli e sui suoi divanetti di velluto migliaia di livornesi, i frequentatori abituali, quelli che conoscevano per nome le ballerine, i baristi e i camerieri e là dentro hanno dilapidato stipendi in bevute e cioccolatini, e quelli della toccata e fuga, una sera di nascosto sperando che nessuno proprio in quel momento passasse di lì e li vedesse varcare il portoncino, solo per la curiosità di scoprire cosa c’era dentro, in quell’angolo vietato piazzato proprio nel cuore della città vissuta dalle famiglie, che iniziava a vivere proprio quando la città andava a riposarsi.
Ha chiuso lo scorso novembre il Blue Room, che da una decina d’anni era diventato Blue’s, dopo aver tentato di rinnovarsi, da night club a lap dance, dalle entreneuse alle porno star, dai drink col cronometro agli strip privati. Un mese fa sono iniziati i lavori per trasformarlo in Acquarius, ristorante, pub e discoteca.
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In un certo senso si tratta di un ritorno alle origini, visto che nel 1932 - il 7 luglio ricordano le cronache de Il Telegrafo - l’edificio fu inaugurato come ristorante, caffetteria e sala di lettura a disposizione dei frequentatori del bagno di Ferdinando Trotta. Nel dopoguerra il locale passò nelle mani di Gino Ciurli e diventò sala da ballo, prima di essere scisso dallo stabilimento balneare alla fine degli anni Cinquanta ed essere ceduto a Raffaello Pietrini e Giambattista Bartoletti. Varietà, burlesque, spettacoli di magia e balletti fecero la fortuna della “stanza blu” ma furono anche preludio all’ennesima metamorfosi del Blue Room nell’ultima versione del night club, quella delle ballerine che facevano compagnia al cliente esplosa a cavallo tra i Settanta e Ottanta per mano del figlio di Pietrini.
«Solo due locali a Livorno hanno la licenza da ballo e uno di questi siamo noi», dice il nuovo gestore Daniele Fabbrizi, attuale proprietario anche del Cristal di piazza Giovine Italia e del Paradise di Ardenza Terra, e nipote di Gianfranco Giachetti, titolare dei confinanti bagni Tirreno e dunque del Blue Room.
«Apriremo il 4 giugno - continua Fabbrizi -. Una ventina di operai sono al lavoro da inizio marzo, tra un mese la ristrutturazione dovrà essere completata, poi sarà la volta dell’arredamento».
Accatastati in un angolo della sorprendente terrazza sul mare - rimasta nascosta nell’ultimo mezzo secondo da canne di bambù e da quelle saracinesche chiuse - c’è il vecchio bancone rosso, nero e specchio, ci sono i tavoli e le sedie, il banco del dj, all’interno sui muri fanno ancora bella mostra di sè murales che raffigurano signorine seminude, con ventagli, papillon e orecchie da conigliette e uomini eleganti che consumano drink.
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«Abbiamo riempito almeno trenta camion di roba da buttare», racconta Fabbrizi, quasi che fino ad oggi le varie epoche del Blue Room fossero ricominciate in un intreccio con la precedente, conservandone pezzi di storia.
«L’Acquarius sarà un’altra cosa ma sarà anche tante cose insieme - continua il nuovo gestore -. Puntiamo ad una clientela d’elite, over 25, che apprezzi la cucina di chef professionisti, che voglia gustarsi un aperitivo al tramonto sulla nostra terrazza, nella tranquillità dei nostri gazebo, che apprezzi le nostra varietà di champagne».
Nei 600 metri quadri esterni e nei 480 interni, in cui domineranno colori chiari, la sabbia in particolare, non ci sarà posto per più di cento coperti. «In mezzo al locale ci sarà una pista da ballo, intorno divanetti, un grande box per il disk jockey, il privè, mentre fuori divanetti, gazebo e zone riservate si alterneranno ai tavoli del ristorante».
Nel nuovo ristorante, disco-pub lavoreranno tra le 15 e le 20 persone. Il cuore dello staff è già stato selezionato: «Gli chef e i barman professionisti li abbiamo già scelti - dice Fabbrizi -, mancano però ancora diversi camerieri e almeno due, tre persone per la cucina». Chi volesse proporsi può farlo portando direttamente il proprio curriculum all’Acquarius.
Ci si chiederà: come potrà funzionare un locale con queste ambizioni in una zona che ha gravissimi problemi di parcheggio? «E’ un problema che abbiamo eliminato alla radice facendo una convenzione con il parcheggio dell’Acquario e di Porta a Mare, grazie alla quale i nostri clienti potranno lasciare gratuitamente l’auto».
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