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«Con i miei soldi rifate le strisce»

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Viale Alfieri: multato per la sosta, ma le linee bianche e gialle non si distinguono

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LIVORNO. Multato per aver parcheggiato l'auto in un tratto di strada riservato alla fermata e alla ripartenza degli autobus. Una sanzione apparentemente normale e sacrosanta. Peccato però che sull'asfalto, in quel punto, la segnaletica sia un vero e proprio rebus, con una intricata composizione di strisce gialle e bianche le une sopra le altre. Quasi impossibile comprendere a chi spetti la sosta, ma non per il vigile urbano, che non ha avuto dubbi nel comminare all’automobilista una contravvenzione di poco meno di 60 euro. Succede sul viale Alfieri, a due passi dal Centro unico di prenotazione dell'ospedale. A raccontare l'accaduto al nostro giornale è il signor Fulvio Garzia, protagonista suo malgrado del "parcheggio incriminato". L'episodio risale al 20 marzo scorso. «Poco prima delle 8 di mattina - spiega il lettore al Tirreno - accompagno con l'auto mia mamma, che ha ben 91 anni, all'ex Poliambulatorio di viale Alfieri, per effettuare alcuni esami del sangue. Come al solito - prosegue - all'arrivo in prossimità dell'ingresso non trovo alcun posto auto libero». Fulvio accompagna la madre all'interno del Centro prelievi, poi risale velocemente in macchina alla ricerca di un parcheggio, senza successo. Visto che la coda agli sportelli è molto lunga, decide allora di andare a fare alcune commissioni in auto.

«Torno in viale Alfieri verso le 9.30 - continua il lettore - e stavolta trovo un posto qualche metro dopo la fermata dell'autobus. Prima di parcheggiare cerco di notare la presenza di divieti specifici, ma non trovo segnaletica verticale al riguardo». Discorso diverso per la segnaletica orizzontale: «In terra ci sono le righe gialle per la fermata dell'autobus ma anche quelle bianche per il posteggio delle auto. Tutte le linee sono molto scolorite, tanto da non capire quali segni siano quelli giusti. E sfido chiunque a dimostrare il contrario». In effetti la situazione dell'asfalto a ridosso della fermata dell'autobus e dell'attraversamento pedonale è piuttosto "controversa": si intuisce che è presente uno spazio riservato al trasporto pubblico grazie alla scritta "bus" e soprattutto alla pensilina di fianco sul marciapiede. Ma subito dopo sembra cominciare la parte adibita a parcheggio per auto. Non solo: la confusione è alimentata anche da alcune vecchie strisce gialle risalenti a un precedente parcheggio per disabili, poi spostato qualche metro più avanti.

Rassicurato dalla presenza delle linee bianche, Fulvio pensa di aver avuto un colpo di fortuna e, dopo aver parcheggiato, si reca all'interno dell'ospedale per assistere la madre nelle pratiche del caso. Poi, ecco la brutta sorpresa: «Terminati gli esami medici usciamo e con grande stupore troviamo la multa sul vetro della macchina per divieto in area di fermata dell'autobus. Mi chiedo se tutto questo sia giusto, o se invece ci sia un pizzico di eccesso di zelo da parte di chi è pronto a comminare multe in un tratto di difficile comprensione, e per di più davanti ad ambulatori nei quali si recano giornalmente centinaia di persone per cure ed esami".

Fulvio sottolinea come, a pensar male, la segnaletica poco chiara possa essere scambiata per un sistema per fare cassa. «Io la multa l'ho pagata - conclude il lettore - A questo punto però spero che i miei 59.50 euro servano per regolamentare quell'area con una segnaletica chiara che non tragga più in inganno gli automobilisti in buona fede».

Giorgio Carlini

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