Il Tirreno

Livorno

Botte, assegni a vuoto e soldi spariti: è il sistema “Principe”

di Federico Lazzotti
Ciro Fusco con le mani in faccia
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Ciro Fusco con le mani in faccia

Livorno, chiuse le indagini per il crac dell’agenzia di viaggio alle Fonti del Corallo, oltre alla bancarotta della società spuntano violenze e raggiri per migliaia di euro

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LIVORNO. Botte, assegni scoperti e decine di migliaia di euro spariti. Sarebbe questo il sistema “Principe azzurro”, l’agenzia di viaggi che aveva una delle sue sedi all’Ipercoop “Le Fonti del Corallo” di Porta a Terra finita al centro della bufera nell’estate del 2012 quando decine di clienti inferociti si presentarono in ufficio quando si accorsero che gli acconti che avevano versato per andare in vacanza erano spariti.

È dalle loro denunce e dalla guerra che si è innescata tra i vertici della società e una delle dipendenti che è nata la complessa indagine della polizia coordinata dal pubblico ministero Gianfranco Petralia. A distanza di oltre due anni dall’apertura in Procura del fascicolo, il pubblico ministero ha chiuso le indagini e nelle prossime settimane potrebbe chiedere il processo per i tre indagati: Ciro Fusco, 49 anni, detto “Michele” livornese, gestore della “Principe Azzurro sas”, Italo Corvo, 79, legale rappresentate della stessa società, ma per la Procura solo un prestanome, e Jennifer Baldaccini, 34, nata e residente a Pescia, e all’epoca dipendente dell’agenzia di viaggi. È scavando nel sistema “Principe”, nei conti correnti della società e in quelli personali dei protagonisti che gli investigatori sono sicuri di aver ricostruito un quadro criminale che si articola in sette diversi capi d’imputazione.

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La bancarotta. Per il reato di bancarotta fraudolenta, legata a doppio filo al fallimento della società, decretata dal Tribunale di Livorno nel marzo 2013, sono indagati in concorso sia Fusco che Corvo. Secondo il pubblico ministero i due avrebbero distratto dalle casse della società una cifra complessiva pari a quasi 17.000 euro. In particolare si tratterebbe di una quindicina di pagamenti fatti da alcuni clienti per cifre che vanno dalle poche centinaia di euro fino ai 2.5000.

Appropriazione indebita. Secondo il pubblico ministero - a differenza di quanto dichiarato dalla diretta interessata anche sul nostro giornale - Jennifer Baldaccini si sarebbe appropriata indebitamente di numerose somme di denaro versate dai clienti dell’agenzia di viaggio per l’acquisto di pacchetti vacanze. Durante le indagini per gli investigatori, sarebbe stato impossibile accertare con esattezza l’ammontare della cifra, ma sicuramente si tratterebbe di una somma di poco superiore ai 14.000 euro. Ma non solo, perché la stessa dipendente avrebbe utilizzato la carta di credito dell’agenzia di viaggi dove lavorava prima di prestare servizio al “Principe azzurro” per comprare alcuni voli Ryan Air per Parigi per una cifra pari a 454,54 euro.

Violenza privata e lesioni. Su una cosa però - secondo la Procura - l’allora dipendente aveva ragione: le violenze subite da parte del datore di lavoro. Il pm, infatti, ha iscritto Ciro Fusco sul registro degli indagati con le accuse di violenza privata e lesioni personali. Il quarantanovenne avrebbe colpito la dipendente con alcuni fascicoli, con una sedia e con pugni, fino a procurarle ferite guaribili in sei giorni. Inoltre l’avrebbe minacciata di ulteriori percosse, di incendiarle l’auto non restituendole le chiavi che di cui si era impossessato, tutto per farle firmare le dimissioni.

Sparita la maternità. Nel capo d’imputazione vengono contestati a Ciro Fusco altri due reati. Il primo è quello di appropriazione indebita per quello che riguarda non i soldi dei viaggi dei clienti, bensì l’essersi intascato i versamenti della maternità di una ex dipendente per una somma complessiva di oltre 6.000 euro. Inoltre, lo stesso Fusco avrebbe anche pagato la riparazione della macchina della moglie con un assegno che si è poi rivelato scoperto. Vittima del raggiro un dipendente della società Vittoria spa per oltre mille euro.

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