Gioco
Ormai vuoto da cinque anni, è di un fondo altoatesino
LIVORNO. Al pari della villa sulla collina di Monterotondo, il Palazzo Maurogordato apparteneva all’omonima dinastia familiare di mercanti che, provenienti dall’isola greca di Chio, era arrivata due...
LIVORNO. Al pari della villa sulla collina di Monterotondo, il Palazzo Maurogordato apparteneva all’omonima dinastia familiare di mercanti che, provenienti dall’isola greca di Chio, era arrivata due secoli fa nella nostra città. È uno dei palazzi più rappresentativi di quelli che sono stati chiamati i “lungarni” di Livorno.
L’immobile appartiene a Risparmio Immobiliare Uno Energia, un fondo comune di investimento di tipo chiuso in mano a Pens Plan Invest Sgr (di proprietà per almeno due terzi di una società previdenziale della Regione Trentino Alto Adige). A pagina 23 del rendiconto di fine 2014 viene indicato impropriamente come quattrocentesco, in realtà ha sì forme neorinascimentali ma risale alla metà dell’Ottocento. La società l’aveva acquistato nel 2006 dal fondo chiuso per investitori qualificati Whitestone gestito da ValoreReale Sgr e fino a cinque anni fa l’aveva dato in affitto all’Enel che ne aveva fatto il proprio quartier generale livornese.
All’interno non mancano tracce di quel glorioso passato: non è un caso che, negli anni scorsi, associazioni e gruppi culturali abbiano promosso visite guidate alla scoperta di questo gioiello nascosto eppure quotidianamente sotto gli occhi dei livornesi.
In realtà, una volta rimasto vuoto, il palazzo è finito sotto l’assedio del degrado: nell’ottobre scorso avevamo denunciato il fatto che l’edificio, ormai in abbandono da cinque anni, era contornato da una selva di erbacce, nonostante si tratti di uno dei più prestigiosi esempi dell’architettura ottocentesca nella nostra città.
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