Gioco
Officina dello sport: troppe rigidità sul tempo-lavoro
LIVORNO. Va al contrattacco il consiglio d'amministrazione di Officina dello Sport, la società che ha in gestione le piscine comunali in seguito alla gara indetta dal Comune nel 2010: lo fa con una...
LIVORNO. Va al contrattacco il consiglio d'amministrazione di Officina dello Sport, la società che ha in gestione le piscine comunali in seguito alla gara indetta dal Comune nel 2010: lo fa con una nota a firma del presidente Roberto Fedeli, che dà conto della crisi (che ha portato all'annuncio dei licenziamenti) ma spara a zero contro gli attacchi arrivati da sindacati e lavoratori licenziati.
Da un lato, la società chiama in causa «una forte riduzione della presenza degli utenti, e dunque una forte riduzione dei ricavi» a causa della «gravissima crisi economica» negli ultimi cinque anni: in pratica, l'attività l'attività ha subito «un calo rilevante e non prevedibile di circa il 50%» rispetto all'andamento storico mentre sono rimasti «invariati e stabili i costi della produzione». Oltre all' investimento fatto dal Comune («ad esclusiva tutela del proprio patrimonio»), la società rivendica di aver «investito rilevanti risorse economico-finanziarie» per «contenere i costi di produzione ottimizzando l'utilizzo delle energie (gas, acqua ecc.)».
Dall'altro, Officina dello sport punta il dito contro «importanti criticità rispetto all'impiego del tempo-lavoro»: lo dice dopo aver segnalato che «fin dall'inverno 2013» è stato aperto «un tavolo di trattativa con il personale e le relative rappresentanze sindacali per la definizione di una riorganizzazione funzionale delle ore-lavoro» («indispensabile» per il riequilibrio economico della società, «assicurando al contempo la conservazione dei livelli occupazionali originali»).
Le criticità relative al tempo-lavoro - si afferma - sono un «problema annoso ereditato dalla precedente gestione». Nel mirino soprattutto: 1) la presenza di «tutto l'organico in servizio anche nel periodo estivo di chiusura dell'attività natatorie»; 2) la «doppia presenza di addetti nelle funzioni ordinarie»; 3) il «prolungamento dell'orario giornaliero anche in orari non produttivi». Ma è soprattutto il quarto punto a essere incandescente: la «grande percentuale di assenteismo che si attesta stabilmente intorno al 22% sul totale delle ore lavoro-anno».
Officina dello Sport ricorda di aver proposto di riutilizzare il personale interno per mansioni a rotazione nel servizio di pulizia e per sostituzioni del personale in servizio al front-office e sul piano vasca. Ma questa ipotesi, sottoposta tramite i sindacati all’assemblea del personale, è stata «tuttavia rigettata». La società dice si aver limitato il numero degli esuberi ma contesta l’interpretazione per cui la "clausola sociale" nel contratto col Comune possa «comportare "rigidità" tali da impedire all'impresa di riorganizzare la propria attività nella maniera ritenuta maggiormente efficace ed efficiente (utilizzo del tempo-lavoro, internalizzazione dei servizi affidati a terzi ecc.)».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google