Lettera a Delrio e Cantone su Porto 2000, bacini e Gallanti
LIVORNO. «Riteniamo nostro dovere rappresentare le forti preoccupazioni che tanti livornesi di diversa appartenenza politica e culturale manifestano relativamente alla fase che sta vivendo il porto...
LIVORNO. «Riteniamo nostro dovere rappresentare le forti preoccupazioni che tanti livornesi di diversa appartenenza politica e culturale manifestano relativamente alla fase che sta vivendo il porto di Livorno». Inizia così la lettera-esposto che è stata scritta al ministro Graziano Delrio, al presidente Anac Raffaele Cantone, al governatore Enrico Rossi e al sindaco Filippo Nogarin. Lettera che porta la firma dell’ex sindaco Gianfranco Lamberti, del presidente di Confronto Giovanni De Peppo e di Maurizio Alderoni, Gianfranco Cateni, Paolo Ciolli, Gabriele Ferraro, Gianfranco Morelli, Roberto Pardini, Claudio Puccetti, Silvano Cinuzzi.
«A giorni – si legge – scade il mandato del presidente dell’ Autorità portuale e la sua sostituzione avviene in coincidenza di situazioni di particolare delicatezza, che auspichiamo possano raccogliere la vostra attenzione. Peraltro una possibile transizione nell'incarico che si renderà vacante, non dovuta e non giustificata, non farebbe che accrescere le preoccupazioni. Ciò facendo riferimento ad alcune questioni...». Ovvero: 1)«il cospicuo flusso di denaro pubblico che si preannuncia sul nostro porto, in conseguenza di atti finalmente giunti a conclusione e lungamente attesi e sollecitati, a tutti i livelli»; 2) «bandi pubblici di cruciale rilevanza, in corso di definizione», quello «per la vendita di quote della Porto 2000, come si evince dalla nota inviata da numerosi cittadini in questi giorni anche alla Corte dei Conti, per la quale si teme una sottovalutazione, con particolare riguardo alla congruenza e liceità di alcune tariffe corrisposte dalla stessa Porto 2000 a soggetti concessionari e quanto altro incidente nelle valutazioni in corso» o quello relativo alla gara, in via di definizione, «per l'affidamento dei bacini, per i quali è pendente un ricorso in Cassazione, relativo al presunto colpevole degrado del bene»; 3)«il durissimo contenzioso tra Authority e importanti organizzazioni sindacali quali Cisl e Uil relativamente ad una assunzione per chiamata diretta, in concomitanza con una selezione pubblica per altre assunzioni»; 4)«la presenza di forti dubbi in molti esperti sulla candidabilità a ricoprire la carica di presidente della Authority, con nuova nomina, da parte di soggetti che fossero fuori dei requisiti previsti dalla recente legge Madia, con particolare riferimento alla situazione di pensionamento».«Tutto ciò – concludono – ci sembra sufficiente perché il rinnovo della presidenza dell’Authority avvenga sotto la più doverosa attenzione e trasparenza».
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