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Sos casa, occupato il palazzo Maurogordato
Livorno, dieci famiglie del comitato diritto all'abitare dell'ex Caserma entrano nello storico edificio
LIVORNO. Dieci famiglie del comitato diritto all’abitare hanno occupato alcuni appartamenti all’interno del palazzo Maurogordato a Livorno. “L’immobile di alto valore storico – scrivono dal comitato diritto all’abitare dell’Ex Caserma occupata - era stato abbandonato al degrado e all’incuria dalla proprietà da circa 5 anni. Appartenente al fondo immobiliare Uno Energia della società PensPlan Invest Sgr a sua volta controllata per il 65 % dalla Centrum PensPlan spa della Regione Trentino Alto Adige e da alcune banche e assicurazioni e un tempo ospitava la sede provinciale dell’Enel”. “Al suo interno – sottolineano dal comitato - vi sono numerosi appartamenti vuoti che insieme agli altri, oltre 4000, compongono il patrimonio inutilizzato e lasciato a marcire nella nostra città”.
“Livorno – scrivono ancora da l comitato - è tornata ad essere la capitale degli sfratti, uno su trenta famiglie. Oltre 1200 domande di casa popolare nell’ultimo bando integrativo appena scaduto che si sommano alle 1500 dello scorso bando. Centinaia di pignoramenti in corso e oltre 500 persone censite all’interno delle residenze di soccorso. Una media di 40 sfratti esecutivi con forza pubblica ogni mese. Solo 100 alloggi popolari assegnati ogni anno”. E “a fronte di tutto ciò il governo Renzi non solo non ha previsto nessun intervento concreto che vada oltre il semplice trasferimento di fondi per la morosità incolpevole, ma aveva deciso di non prorogare il blocco degli sfratti per finita locazione”. Dall’ex Caserma tornano a puntare il dito anche contro il governo della Regione: “E’ stata votata in consiglio regionale la nuova legge Saccardi sulla casa, una legge che azzera i punteggi in graduatoria Erp per le famiglie che subiscono uno sfratto per morosità e che prevede l’aumento dei canoni di affitto oltre che l’esclusione dai bandi per tutte le famiglie che hanno occupato un alloggio per necessità”. E anche con l’assessore al sociale del Comune di Livorno, Ina Dhimgjini, alla quale attribuiscono “gravissime responsabilità” perché in nove mesi – si legge nella nota diffusa dal comitato diritto all’abitare dell’ex Caserma - “non è stata in grado di strutturare un progetto serio per il blocco della Chiccaia non prevedendo una eventuale alternativa nel caso in cui, come sta succedendo, il progetto di utilizzo temporaneo ed emergenziale non sia approvato”.
“Chiediamo all’amministrazione – è infine l’appello dopo l’occupazione del palazzo Maurogordato - di prendere immediatamente contatti con la proprietà dell’immobile in modo da raggiungere al più presto un accordo che permetta alle famiglie di rimanere all’interno dello stabile, in via temporanea, pagando un canone simbolico. Progetti di questo tipo sono già stati percorsi con successo da altre amministrazioni Italiane come nel caso del comune di Bologna e Cosenza. Invitiamo tutti i singoli e le famiglie che attualmente vivono un disagio abitativo a presentarsi alle assemblee della nuova occupazione sugli scali D’Azeglio”.
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