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Scarcerato Fedele, torna a casa dopo 25 giorni in cella
Livorno, la decisione del tribunale della libertà di Firenze che rimette il settantenne accusato di usura agli arresti domiciliari
LIVORNO. Michelangelo Fedele passerà la Pasqua in famiglia. Dopo 25 giorni trascorsi in una cella del carcere di Pisa, il settantenne di origini calabresi arrestato il 9 marzo scorso su disposizione del giudice per le indagini preliminari Ottavio Mosti con l’accusa di usura, è stato infatti scarcerato sabato 4 aprile su disposizione del Tribunale della Libertà e rimesso ai domiciliari.
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«È una bella soddisfazione - spiega il suo legale, l’avvocato Marco Talini - mercoledì si è tenuta l’udienza a Firenze. Nella circostanza abbiamo presentato una richiesta di scarcerazione contenuta in una ventina di pagine. Credevo che la decisione arrivasse venerdì. E quando non ho ricevuto alcuna comunicazione ho pensato che non fosse stata accolta. Invece il Tribunale ha disposto per Fedele gli arresti domiciliari. Adesso aspettiamo di leggere le motivazioni che arriveranno nelle prossime due settimane».
L’arresto di Fedele era compiuto dai carabinieri nell’ambito dell’inchiesta “Real Estate Mike” condotta in collaborazione con la guardia di Finanza e coordinata dai pubblici ministeri Arianna Ciavattini e Luca a Masini. Secondo gli investigatori il setttantenne residente a Castagneto Carducci, nonostante le misure cautelari che ne avrebbero dovuto limitare la libertà e soprattutto la presunta attività criminale, avrebbe continuato a gestire quelli che per gli inquirenti sono affari illeciti.
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Quattro - secondo la Procura - i casi avrebbero dimostrato come l’indagato fosse ancora in grado di delinquere per ottenere profitti illeciti nonostante la misura cautelare degli arresti domiciliari. Atti e sommarie informazioni che hanno portato il gip a firmare l’ordinanza con la richiesta di trasferire in carcere l’indagato «perché in grado di delinquere ancora».
Nei mesi scorsi gli investigatori avevano anche chiesto e ottenuto il sequestro di alcuni conti correnti di Fedele, che poi il Riesame aveva restituito all’indagato. Tappe di una battaglia tra accusa e difesa che finirà solo al termine del processo.
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