Il Tirreno

Livorno

Pasqua choc, chiude il Buffet della stazione Otto lavoratori a casa

di Mauro Donateo
Pasqua choc, chiude il Buffet della stazione Otto lavoratori a casa

Sfrattato dalla proprietà dell’immobile (Centostazioni-Fs) La società del bar parla di un lunghissimo contenzioso

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LIVORNO. La batosta arriva proprio per Pasqua. Nel triste elenco delle attività costrette a chiudere a Livorno rischia di aggiungersene un’altra: è “Il Buffet della stazione”, lo storico bar che tutti i giorni, dalle 6.30 alle 20.30, offre a pendolari e turisti un punto dove fare colazione, prendere un caffè oppure mangiare un panino. A gestire l’attività è la Gerba srl, e lo fa dal 1970, ma ora è arrivata una lettera di sfratto dalla proprietaria dell’immobile, la Centostazioni spa (gruppo Fs).

Il motivo del contenzioso? Per Sabrina Bardi, leader del sindacato Uiltucs, risiederebbe «nel mancato pagamento dei canoni di affitto e nei lavori di restauro mai effettuati» oltre ovviamente «alla crisi economica e all’apertura di altri punti ristoro all’interno della stazione». Senza dimenticare che «il decesso del gestore e amministratore della Gerba, avvenuto pochi mesi fa ha aggravato la situazione». Sono otto i dipendenti che dal 15 aprile, data in cui è prevista la chiusura, resteranno a casa.

Antonella Vecchiarelli, vedoiva del titolare, tiene a precisare che tutto nasce «dal contenzioso aperto da tempo con Centostazioni». E aggiunge: «Il canone è stato raddoppiato, nonostante il fabbricato sia nelle condizioni in cui è e nonostante non siano intervenuti per rimediare. Abbiamo provato anche a vendere ma di fatto non ce l’hanno fatto fare».

CANONE ELEVATO

Riccardo Sbarra, 42 anni, dipendente del bar, racconta che «quando sono arrivato a lavorare qui, nel maggio 2004, stavano facendo i lavori sul tetto. Passata una settimana dalla fine dell’intervento – continua mentre prende in mano un calcinaccio conservato – è venuto giù tutto, guardate qui». Poi mostra i tendoni che sono stati messi sul soffitto per tappare i danni, sottolineando il poco decoro della soluzione per un bar che offre un servizio a dei clienti : «Vi sembra regolare chiedere 10 mila euro di affitto mensili, più 800 euro di condominio per i tavoli fuori e le pulizie del bagno, e poi ritrovarsi in questo stato?».

Mentre parla della drammatica situazione che stanno vivendo all’interno, le persone continuano a ordinare: nonostante tutto, il via vai di gente c’è sempre.

Come detto, sono otto i baristi impiegati nell’attività, e tutti sono stati assunti con contratto a tempo indeterminato, «qualcuno ha famiglia, un mutuo da pagare, le spese dell’auto e tanto altro» dice amareggiato Sbarra, che confida: «La notizia dei licenziamenti la sapevamo da febbraio». Quello che preoccupa maggiormente il barista sono le scarse prospettive future per un ricollocamento: «Non riesco a immaginarmi cosa potrò fare dopo, alla mia età non è facile essere riassunti».

Quindi l’unica speranza per questi lavoratori sembra essere una: «Essere riassorbiti da un’altra gestione sempre con la stessa attività di bar, ma al momento non sappiamo niente, se non che il 15 aprile ci sarà la chiusura».

LA BATTAGLIA

A difendere la causa di questi otto dipendenti ci sta pensando la Uiltucs, che tramite la sua segreteria generale Sabina Bardi, fa sapere «di avere inoltrato la richiesta di convocazione urgente tra le parti presso gli enti territoriali competenti per dare il via quanto prima a un tavolo e trovare soluzioni in tempi rapidi».

Dopo aver ripercorso la storia della gestione del bar da parte della Gerba e dei motivi «che hanno spinto la Centostazioni spa ad avanzare la richiesta di sfratto esecutivo», la dirigente sindacale prova a ventilare alcune possibilità di risoluzione del problema. In particolare, per la sindacalista «potrebbero essere ridiscussi i tempi dello sfratto» così da poter valutare «eventuali offerte di operatori del settore disposti a rilevare la gestione e riassorbire di conseguenza i lavoratori». Al momento, però, questa è solo una delle varie opzioni che potrebbero essere presentate durante la trattativa, ma anche altri scenari rimangono aperti. Il sindacato, comunque, promette «che darà battaglia fino in fondo per difendere queste otto famiglie dal dramma della disoccupazione».

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