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Cracco: a Pasqua niente 'olomba, mangiate 'n gabbiano!

Cracco: a Pasqua niente 'olomba, mangiate 'n gabbiano!

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Cracco: a Pasqua niente ‘olomba, mangiate ‘n gabbiano!

Visto che i gabbiani ‘n città son diventati molesti, ‘nvece della Lipu ora ci dà una mano la “nouvelle cuisine”

 Ir Masterscèf ‘n persona, lo scèf degli scèf, non ha dubbi: la ‘olomba è out. E’ superata. Usava nell’Uno quando ‘un c’era nessuno. Ar su’ posto: un ber gabbiano. Dice: “Ma ‘ntende un dorce a forma di gabbiano?”. No, no: ‘ntende proprio ‘n ber gabbiano da dodici ‘hili da portà ‘n tavola a Pasqua ‘n barba all’animalisti e a’ vegani. Chiaramente, un gabbiano “trapassato”, eh, perché se ce lo mettete vivo, ‘n tavola, ‘n gabbiano, mangia tutto lui – mangia anche voi, ir gabbiano! Lo devi accoppà prima di servillo (no Tony Servillo – servillo ner senso di sporzionallo). Visto che ‘n città i gabbiani son diventati molesti nemmeno poìno, hanno ‘nvaso e conquistato posti storici strappandoli a’ piccioni (parecchio diminuiti, ci avete fatto ‘aso?), quale miglior idea che inizià a mangiasseli prima che conquistino Livorno der tutto? Quarcuno ha già storto la bocca. Per i diritti de’ poveri pennuti? No, macché. Perché Cracco ci vòle mette’ l’aglio ‘n camicia anche lì, come nell’amatriciana. Sicché i puristi si sono inalberati, ner gabbiano ci va semmai un tocco di timo per contrastà ir retrogusto di tarpone. Nessun dubbio, ‘nvece, sur fatto che si possano mette’ ner cacciucco. Ir cacciucco è ‘n piatto povero, ir gabbiano rufola nella spazzatura, tutto vesto è “semantico”, va benissimo per la nouvelle cuisine. Sicché, bona Pasqua (tranne che a’ gabbiani). Claudio Marmugi

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di PAOLA PASQUI
Un pensiero accorato in questa Santa Pasqua
 
Sappiate che io non sono una miscredente senza cuore, solo perché magari a volte piglierei a gavettoni i difensori della famiglia tradizionale oppure perché tendo a infamare chi attacca la tiritera degli "straomunitari" che ci rubano il lavoro quando 'un ha mai pagato un citto di tasse in vita sua o ancora ho reazioni violentissime con chi s'arrabbia perché a Katmandù non è riuscito a mangià un cacciucco in grazia di dio. Anch'io ho dei sentimenti e ve lo dimostrerò proprio in occasione delle festività pasquali. Io vorrei infatti dedicare un pensiero ai doppiatori delle varie trasmissioni tipo "Turtle man", "Rimozione forzata", "Banco dei pugni", che peraltro seguo con passione. Gente che ha studiato una vita e che sperava di doppià un giorno Al Pacino o Meryl Streep e che invece ha ricevuto la fatidica offerta di lavoro, magari dopo anni di attese "Senti, ci sarebbe da doppià Turtle man quando trova l'opossum nel granaio", oppure "T'avrei proposto per doppià una che voleva vende' un orologio finto al Banco dei Pugni e poi smattana cor buttafòri, 'un ti scoccia mia dì parecchie parolacce?” e io me li figuro, questi doppiatori che magari hanno studiato anche parecchio teatro greco (dé, Merkel, 'un te n'avé a male, ma voi un ciavevate nemmen le 'apanne all'epoca che in Grecia si ragionava d'atomi di giorgina), che accettano perché comunque lavorare bisogna. Me li figuro e un poinino ci soffro.
 
 
di CONSALVO NOBERINI
Siamo tutti nervosi
 
Siamo tutti nervosi. L'intercettatori sono 'ncazzati perché cominciano a verifi'assi casi d'utite perforante da uso eccessivo di radio'uffia pe' spià i sospetti, che rimangano tali, e guasi mai doventano 'orpevoli. Schettino è 'ncazzato perché n'hanno dato sedicianni solo perché è affondata 'na nave con relative vittime, lui ha fatto 'r fugone e la'orpa..."morì fanciulla", 'azzo! Come disse l'incazzato De Farco da basso alla 'Oncordia. Nome che ri'orre ner novo scandalo di Ischia, dove fra l'inquisiti ci sono ir sinda'o e un dirigente d'una 'operativa, di nome 'Oncordia appunto, che pare voglia coinvorgé ner caso, per una certa storia di vini e libbri, baffino D'Alema che s'è digià 'ncazzato e minaccia querele a chi lo 'ncorpa. Poi c'è Gino Paoli che, indagato per reati fiscali, si stizzisce e manda 'nculo 'giornalisti appena ni mettano ir microfano sotto 'r naso. E si che lui co' microfani cià fatto i vadrini. Sirvio è 'ncazzato perché ir perforatore ni perde 'orpi. Sollecito e Amanda, con que' visini da topine 'ncipri'ate, sono 'ncazzati perché nonostante siano liberi nissuno crederà mai alla loro innocenza. lo sono 'ncazzato perché vedo che in galera ci vanno solo velli che cianno l'avvo'ato d'ufficio. E voi?
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di PATRIZIA SALUTIJ & CLAUDIO MARMUGI
Consigli per ir wichend
 
Consigli per ir wichend: se andate a Amsterdam a Pasqua state attenti alla “vernice idrorepellente”. O questa? Che male ci pòle fare? “Sarà utile per tutta vell'acqua che cianno”, direte voi! Eh, si… Ma ‘un è proprio ‘osì. L'hanno sperimentata e collaudata ne' Paesi Bassi, non a caso, perché la gente s'ingozza di birra tutti i giorni acca-ventivattro e poi, dé, la ributta fòri 'ndove ni ‘apita, ‘n particolare per la strada. Sicché, cos’hanno fatto l'amsterdammési? La vernice l'hanno fatta fa' proprio idrorepellente – ner vero senso della parola, dal latino 'repellere': "respingere, ricacciare, allontanare". E cianno pitturato lo zoccolone de' muri delle 'ase 'n città. In pòe parole: se fai la pipì su quer muro, ir muro te la ritira addosso (così 'mpari, dice vello!). E' come la ‘antilena ‘nfantile: "Io son di gomma, la maledizione ti ritorna!". Ora, ne converrete, è 'n idea geniale: sarebbe da riusà subito 'n Venezia, che c’abbiamo proprio lo stesso problema (e, non a caso, i fossi uguali, come a Amsterdamme). Bisognerebbe che ‘r Comune s’attrezzasse. Bisognerebbe che quando l’assessori vanno ‘n giro alla Fiera der Turismo d’Amburgo, si fermassero ‘n ferramenta a comprà due o tre bidoni di tinta. Ecco come si migliora Livorno.
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di GINO L'EDUCATORE
La troppa lezione per casa data nelle vaànze
 
Ora che la “lezione per casa” di quella scuola der nord è diventata virale (a patto che sia vera e non un pesce d’aprile), dove si consiglia a’ bimbi “di dormire, di essere coccolati, di godersi le vacanze, divertirsi, sbaciucchiare i genitori, assaporare ir tempo, uscire all’aria aperta”, l’attenzione va a’ ‘ompiti per casa dati a questi figlioli (piccini, intendo). Maremma ‘ane! Io ciò du’ bimbi all’elementari e li sfondano! In questi 5 giorni di vaànza n’hanno dato lezione per un mese, come se lasciassero la scuola per sempre e dovessero tenessi impegnati fino alla laurea cor corso Radioelettra! Che poi ‘un sono (nemmeno) 5 giorni di vaànza, perché magari a Pasqua e Pasquetta li vorrai tené lontani da’ libri (e con loro anco i genitori). Sicché se ni dai la lezione per una settimana da fa’ in tre giorni, ti ritrovi che 4/5 ore ir giorno questi bimbi (dell’elementari, lo ribadisco) devano sta’ gobboni sur quaderno e noi con loro. E io, ve lo dio, son contrario. E’ vero che i bimbi son schegge e che a diecianni sanno tutto, ma forse la fisica quantistica ‘n terza elementare si pòle tralascià. E’ come se ir Sistema ti volesse mette l’ansia fin da bimbo, come se ni dicessero: “Occhio, noi ci siamo. Siamo vì. Pensi d’esse’ ‘n vaànza, ma ‘un ci sei. Nessuno è ‘n vaànza mai, divertissi è vietato, a meno ché tu non sia un politio di professione allora tutto t’è concesso, se sei un comune mortale, devi solo patì”. E tutto vesto, mi sgomenta.
 

 

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