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Il proprietario del distributore patteggia 8 mesi, autotrasportatore sceglie l’abbreviato
Sono due gli indagati che hanno deciso, attraverso i propri legali, di chiudere i conti con l’inchiesta sulla presunta “banda degli autisti”, facendo richiesta di riti alternativi. Si tratta di...
Sono due gli indagati che hanno deciso, attraverso i propri legali, di chiudere i conti con l’inchiesta sulla presunta “banda degli autisti”, facendo richiesta di riti alternativi. Si tratta di Nicolao Bernardini, 49 anni, residente a Lucca ma nato a Barga. Era accusato, in qualità di titolare di un distributore Eni di Lucca di aver ricevuto gasolio e benzina che provenivano dall’appropriazione indebita messa in atto dagli autisti. Attraverso il suo avvocato ha patteggiato per ricettazione 8 mesi di reclusione (pena sospesa) e 342 euro di multa. Ha invece chiesto di accedere al rito abbreviato Milko Carozza, 44 anni, livornese, uno degli autotrasportatori indagati per appropriazione indebita.
Durante l’udienza di ieri mattina davanti al giudice Antonio Del Forno (nella foto) si sono costituite parte civile sia la raffineria Eni che la Cts che la Siti.cem Maintenance Service srl, le tre aziende che sarebbero state danneggiate dai reati contestati.
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