Gioco
Bus in via Ricasoli, l’alt dell’Aci
E su Facebook si scatena il dibattito fra favorevoli e contrari all’idea dell’assessore
LIVORNO. Marcia Pia Cosseta non ha dubbi sull’ipotesi di riaprire ai bus via Ricasoli: «Per carità l'unico pezzo pedonale: ma come si fa ad avere queste pensate?». Di tutt’altro avviso è Marco Nenci: «Io sono d'accordo a ripristinare la viabilità dei bus come era prima in un senso o nell'altro (e alleggerire la via Magenta)». Sono solo due dei cinquanta commenti piovuti in poche ore sulla pagina Facebook del Tirreno Livorno alla notizia dell’idea dell’assessore di far tornare i mezzi pubblici da via Ricasoli. A dire il vero, in questa sorta di test spontaneo i contrari a ogni ipotesi di riapertura superano di gran lunga i favorevoli (sono più del triplo) ma è interessante soprattutto l’attenzione che il problema ha calamitato. Compreso lo scontrarsi di orientamenti contrapposti: da un lato, chi vorrebbe il libero parcheggio ovunque e comunque; dall’altro, chi chiede ancor più spazio per i pedoni.
Sullo spinoso caso interviene anche l’Automobile Club per bocca di Riccardo Heusch, che nell’Aci labronica guida la commissione traffico e mobilità: ed è un no piuttosto deciso. A giudizio di Heusch, l’idea di Gordiani non risponde a «una scelta strategica», invece possa essere considerata semmai «una palese forzatura di natura economica». Il riferimento è ai «120 mila euro di potenziale risparmio, calcolati dalla Ctt come beneficio diretto nel caso in cui si procedesse a modificare il percorso dei bus».
Il dirigente dell’Automobile Club ammette che se anziché passare da via Magenta si scorciasse il percorso passando da via Ricasoli l’azienda bus avrebbe un risparmio. E allora si chiede: «Per quale motivo, ai tempi della precedente decisione di allungare il tragitto, non fu svolta un' analisi simile sui costi connessi a tale scelta? E se questo calcolo venne rilevato, perché si optò comunque per una soluzione che prevedeva un rialzo tanto cospicuo dei costi vivi?».
Anche senza metter nel conto i guai pratici di una marcia indietro (a cominciare dai marciapiedi ora così larghi da ridurre parecchio lo spazio di manovra all'interno della sede stradale), per Heusch gli autisti dei bis «non avrebbero vita facile»: dovrebbro «convivere con il transito di mezzi privati (poco regolato peraltro, malgrado i ripetuti provvedimenti annunciati invano delle varie Amministrazioni)» e, «tra auto dei residenti e soprattutto furgoni deputati alla consegna delle merci agli esercizi commerciali, già oggi la strada risulta pedonale sostanzialmente solo sulla carta».
Dallo stato maggiore dell’Acli livornese si segnala che a «ogni 'cambio di divisa' a Palazzo Civico, ci sembra che si voglia forzatamente fare tabula rasa e ripartire da zero solo per il gusto di distinguersi dai predecessori, fornendo agli elettori l'apparenza di una tanto decantata 'rottura' con le vecchie gestioni». Ma per Heusch non è facendo sempre saltare il tavolo e rimettendo costantemente in discussione le decisioni già prese, che «si può raggiunge l'obiettivo di costruire qualcosa di concreto, importante e soprattutto, utile».
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