Sicurezza
I NOSTRI DUBBI SU BACINI E WATERFRONT
di MARCO CANNITO e ALBERTO PACINI A. ll'indomani dell'approvazione da parte del Consiglio Comunale e del Consiglio Provinciale dell'accordo di pianificazione e della variante anticipatrice al piano...
di MARCO CANNITO
e ALBERTO PACINI
A. ll'indomani dell'approvazione da parte del Consiglio Comunale e del Consiglio Provinciale dell'accordo di pianificazione e della variante anticipatrice al piano strutturale per la revisione del piano regolatore del Porto e delle manovre in porto, restano interrogativi rilevanti. Si è trattato indubbiamente di un passaggio molto importante per il futuro della città, peraltro rinviato colpevolmente da chi l'ha amministrata per decenni, che prevede la realizzazione di necessari ammodernamenti strutturali, lo sviluppo a mare del porto e delle aree di interfaccia tra porto e città. Città Diversa ha ritenuto che votare contro avrebbe voluto dire no al futuro per una città che ne ha disperatamente bisogno. Tanto che nei consigli elettivi assistevano alle votazioni pezzi di società che chiedevano risposte vere pur se talvolta contraddittorie tra di loro a fronte di una città, operatori ed esperti che sarebbe stato meglio si fossero svegliati assai prima.
Ma si è trattato anche di un atto straordinario che, venendo da un passato non certo esaltante che abbiamo combattuto, ha messo a nudo una serie di criticità e nodi irrisolti da noi per tempo evidenziati: i tempi e le problematicità della realizzazione della Darsena Europa di cui ora tutti, a partire dalle autorità, dicono che dovrà e potrà essere realizzata solo in formato ridotto; lo strangolamento delle riparazioni navali e i dubbi su crociere e Porto 2000; l'ulteriore spezzettamento del waterfront senza visione unitaria del rapporto con il recupero delle aree storiche urbane, con il commercio e le residenze.
Per questo abbiamo chiesto ed ottenuto che il consiglio spacchettasse il voto in parti, pur consapevole che gli atti in votazione erano connessi. Votando favorevolmente all'accordo di pianificazione per la revisione del Piano portuale e astenendosi sull'atto urbanistico in quanto tale. Questo voto differrenziato ha garantito l'approvazione della variante, e ha marcato una chiara distanza dal procedimento politico-amministrativo che l'ha formato dal 2009 al 2013.
Del resto, all'accordo di pianificazione firmato da sindaco, presidenti della Provincia, dell'Authority e della Regione, è stato premesso un protocollo integrativo, e questo impone al Consiglio di confrontarsi d'ora in poi con cittadini, forze sociali ed economiche.
Comprendiamo che il sindaco abbia votato a favore del Piano così come il travaglio del Movimento 5 Stelle, ma abbiamo difficoltà a capire il senso dell'astensione del M5S che governa la città. Infatti o il sindaco non concordava con i suoi consiglieri (e allora esiste un grosso problema sulla trattativa del protocollo aggiuntivo) o sono stati voti tatticamente concordati il che avalla la separatezza tra la gestione del potere e dei gruppi affaristici rispetto al progetto politico, che peraltro nessuno conosce, salvo che si sia di fronte, come pare, a manovre fatte a caso e volta per volta.
*Città Diversa
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